Il Teatro San Ferdinando mette in scena Bergman

Giovanna Di Pietro 02/03/2024
Updated 2024/03/02 at 3:02 AM
2 Minuti per la lettura

Il Teatro San Ferdinando di Napoli mette in scena “Il Rito”, tratto dall’omonimo film di Ingmar Bergman, fino al 3 marzo. Originariamente realizzato per la televisione svedese, lo spettacolo presentato al Teatro San Ferdinando è “incentrato sul rapporto, spesso conflittuale, tra autorità costituita e azione artistica”. Il regista Bergman, attraverso lo spettacolo, critica apertamente la censura spesso subita ai suoi tempi.

La trama

La trama de “Il Rito” si incentra sull’accusa di oscenità mossa a un trio di attori contemporanei, chiamati davanti a un giudice per discutere del loro caso. Tuttavia, i rapporti interpersonali tra i tre -Hans, Sebastian e Thea- diverranno il fulcro del processo. Il giudice Abrahamsson farà fatica a farsene un’idea chiara e chiederà di assistere alla performance, il cosiddetto “rito”, che metteranno in scena nel suo ufficio.

Il tema della censura è rilevante ancora oggi, ma non è l’unico punto di riflessione che sorge dallo spettacolo. Mentre il giudice mette in discussione la propria moralità, diviene infatti il processo stesso di creazione artistica ad essere messo sotto processo. Dimostrando la sua ignoranza, Abrahmsson chiederà spesso a chi debba attribuire la responsabilità della piéce ritenuta oscena. Così, la labilità dei concetti di bene e male emerge in tutta la sua prepotenza, rivelando l’oscenità della vita stessa. Sarà infatti l’ambiguità dei rapporti tra i protagonisti ad essere la forza trainante dell’intera rappresentazione: il matrimonio tra Thea e Hans è infatti un rapporto a tre, in cui Sebastian è riconosciuto come amante.

Lo spettacolo

Lo spettacolo prodotto dal Teatro di Napoli è diretto da Alfonso Postiglione e recitato da Elia Schilton (Giudice Abrahmsson), Alice Arcuri (Thea Winkelmann), Giampiero Judica (Sebastian Fischer) e Antonio Zavatteri (Hans Winkelmann). Passando dal grande schermo allo spazio teatrale, “Il Rito” non perde la sua valenza simbolica, che anzi acquista forza grazie alla performance degli attori. Presentato in prima assoluta lo scorso giugno al Campania Teatro Festival, lo spettacolo è stato riproposto al Teatro San Ferdinando fino a domenica.

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