Il TAR chiude Scaturchio a San Gregorio Armeno

Giovanni Cosenza 27/10/2023
Updated 2023/10/27 at 11:02 AM
4 Minuti per la lettura

La terza sezione del TAR della Campania ha concluso che Scaturchio deve chiudere il punto vendita a San Gregorio Armeno. La decisione è arrivata in tempi rapidissimi dopo che il Comune di Napoli aveva dichiarato inefficace il titolo autorizzativo. Così, a meno di un mese dall’apertura – aveva inaugurato il 26 settembre – la nota pasticceria chiude i battenti.

Cos’è successo?

Il Comune di Napoli, per arginare la proliferazione incontrollata di bar, ristoranti e pizzerie nel centro storico, lo scorso mese di giugno ha decretato il blocco triennale di nuove attività di food and bevegare in tutto il centro storico, con una particolare attenzione alla strada dei pastori: «Un’attenzione particolare viene dedicata dal piano di tutela a via San Gregorio Armeno. Qui il blocco triennale – afferma il provvedimento di Palazzo San Giacomo – riguarderà tutte le attività che non rientrano tra quelle di produzione o vendita collegate alla lavorazione artigianale dei pastori». Ma la società Opera Cafè, titolare del marchio Scaturchio, ha fatto orecchi da mercante.

Immediata la protesta di Vincenzo Capuano, presidente delle Botteghe di San Gregorio Armeno, che anche attraverso una petizione on line, ha chiesto l’immediata chiusura del punto vendita. «L’associazione – dichiara il maestro presepista Capuano – da anni difende, promuove, tutela e valorizza l’antica arte presepiale settecentesca napoletana e il luogo in cui ha preso vita e continua ad essere tramandata. L’unicità di questa strada – continua il presidente delle Botteghe – non sta solo nell’artigianato ivi prodotto, ma anche nella presenza esclusiva di botteghe storiche che si susseguono lungo la via senza interruzione di attività di altro genere, rendendola un luogo magico dove si respirano arte e tradizione, facendo sentire il visitatore fuori dal tempo. San Gregorio Armeno è, infatti, un luogo dell’anima dove la cultura profonda della Città di Napoli trova una sua definizione nell’arte presepiale del ‘700 napoletano».

La soddisfazione delle istituzioni

«La sentenza del Tar conferma il valore della nostra delibera a tutela del Centro storico», ha affermato il sindaco Gaetano Manfredi, «un provvedimento coraggioso ma necessario per tutelare il nostro straordinario sito Unesco lasciato nella totale anarchia negli ultimi anni. Napoli ha un tesoro da difendere e valorizzare, garantendo accoglienza ai milioni di turisti che apprezzano la nostra città e garantendo vivibilità ai residenti». Dello stesso avviso l’assessore al Turismo e alle Attività produttive Teresa Armato, che vede nella delibera «il frutto di un lavoro intenso di tutta l’Amministrazione ed un provvedimento molto atteso dall’opinione pubblica».

Grande la soddisfazione del maestro Capuano: «Una grandissima vittoria per tutelare la via dei presepi e dei pastori di Napoli. Ora possiamo proseguire con il progetto della Scuola dell’arte presepiale Napoletana. Il presidente delle antiche botteghe ci tiene però a precisare: «Nulla contro le altre eccellenze, specialmente se napoletane ma proprio per questo dobbiamo tutelarci, anziché boicottarci. Nelle prossime settimane stiamo pensando di organizzare una giornata a San Gregorio, come annunciato in altri interventi, proprio a favore della pasticceria Scaturchio, magari offrendo ai passanti le sue ottime sfogliatelle. È importante far capire che Napoli è unita ma è ancora più importante tutelare le sue ultime vie caratteristiche, specialmente oggi che abbiamo dovuto dire addio a Port’Alba come via di libri e cultura, e via San Sebastiano per gli strumenti musicali, come ricordato dal Comune che avrebbe voluto tutelare anche quelle vie con la delibera di luglio».

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