Il Tar annulla la modifica del calendario venatorio in Campania

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La Terza Sezione del TAR Campania (Anna Pappalardo, Presidente; Vincenzo Cernese, Consigliere; Maria Barbara Cavallo, Consigliere, Estensore) ha dato pienamente ragione al WWF Italia Onlus, annullando previa sospensione dell’efficacia, la deliberazione della Giunta Regionale della Campania del 29/12/2020, recante “Modifica Calendario Venatorio 2020/2021 (DGR n. 322 del 30.06.2020)”.

Le motivazioni della sentenza sono le seguenti:
«Ritenuto che il ricorso sia provvisto di favorevole possibilità di accoglimento nel merito, laddove censura la violazione, da parte della Giunta Regionale della Campania, dell’art. 24, comma 1, L.R. 26/2012 e la violazione del principio del giusto procedimento, in quanto la modifica apportata al calendario venatorio per mezzo dei provvedimenti impugnati non può essere adottata senza seguire il medesimo procedimento prescritto per la sua approvazione, e quindi “sentito l’ISPRA ed il CTFVR”, che, nel caso di specie, non sono stati convocati…».

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Inoltre, si aggiunge che: «Ritenuto che l’assenza di una regolare procedura di redazione del nuovo calendario venatorio possa recare pregiudizio alla fauna locale, non avendo considerato tutti gli interessi in gioco, come d’altra parte già rilevato nei precedenti decreti presidenziali…».
Il Delegato per la Campania, arch. Piernazario Antelmi, ha così dichiarato:
«Il provvedimento giudiziario è molto importante in quanto liquida il tentativo della Giunta Regionale di far apparire la proroga della caccia al cinghiale come una forma di contrasto alla proliferazione dei cinghiali, precisando che il prolungamento di un mese della caccia al cinghiale “non appare direttamente riferibile agli scopi e funzioni dell’attività venatoria, dovendosi fare riferimento per il conseguimento di tali peculiari obiettivi a misure dissuasive o repressive, affidate alla strategia di contrasto selettivo tramite strutture pubbliche”.
È molto grave che la Giunta Regionale abbia approfittato persino del COVID-19 per consentire ai cacciatori di continuare a sparare. È ancora più grave che la Regione abbia chiesto la revoca della sospensione della deliberazione lo stesso giorno in cui l’assessore Caputo aveva convocato le associazioni ambientaliste assicurandole di voler affrontare il problema dello squilibrio ecologico causato dai cinghiali secondo criteri scientifici e nel rispetto della legge e comunque aprendo un tavolo di confronto con tutte le parti».

a cura del wwf Caserta – caserta@wwf.it

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE NUMERO 214
FEBBRAIO 2021

 

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