Il Sud e un futuro negato

Turismo a Napoli -Lungomare Caracciolo

Se immagino l’immediato futuro del mio amato Sud non riesco a distogliere la fantasia da scenari desolati, da paesi deserti, da tradizioni perdute, da case spente, da cuori infranti. 

Le previsioni Istat contenute nell’ultimo comunicato stampa su “Il futuro demografico del Paese” dal 2045 al 2065 non lasciano speranze: “Il Mezzogiorno perderebbe popolazione per tutto il periodo mentre nel Centro-nord, dopo i primi trent’anni di previsione con un bilancio demografico positivo, si avrebbe un progressivo declino della popolazione soltanto dal 2045 in avanti. La probabilità empirica che la popolazione del Centro-nord abbia nel 2065 una popolazione più ampia rispetto a oggi supera il 30% mentre nel Mezzogiorno è nulla.  
Ciò significa che nei prossimi 47 anni è previsto un progressivo e consistente spostamento della popolazione del Sud al Centro-nord, che nel 2065 accoglierebbe il 71% dei residenti, contro il 66% odierno, mentre il Mezzogiorno giungerebbe ad accoglierne il 29% contro l’attuale 34%.  
Le nascite non compenserebbero i decessi, passando da -200 mila, in una previsione a breve termine, a 400 mila, in una a lungo termine, se pure la fecondità sarebbe prevista in rialzo.  

Anche la sopravvivenza aumenterebbe, con un rialzo medio della vita di cinque anni per entrambi i generi, passando a 86.1 anni per gli uomini e 90.2 per le donne. Eppure, nonostante il saldo migratorio apporterebbe un effetto addizionale sulla dinamica di nascite e decessi, ci sarebbe una flessione nella popolazione, che dagli attuali 60.6 milioni scenderebbe a 54.1 milioni nel 2065.  
Dunque un popolo non più spaccato nelle ideologie, nella ricchezza e nei territori, bensì un popolo convogliato in una sola porzione di terra per la sopravvivenza. Il Sud morfologicamente, storicamente e artisticamente fecondo è destinato alla desertificazione per inettitudine, convenienza, mala-politica, connivenza, abbandono istituzionale. Menti eccelsi che hanno studiato al Sud costrette ad abbandonarlo, in un vortice autodistruttivo per il territorio. Un’apocalisse che lascia indifferenti. 

Credo che un buon giornalista debba astenersi da pareri politici, per indurre liberamente il lettore alla riflessione, questa volta, però, vorrei sinceramente comprendere il sentimento dei tanti elettori che al Meridione hanno espresso un voto di fiducia e speranza per assistere poi a trattative con la Lega. 

di Barbara Giardiello