Il sovranismo si spacca mentre si prepara a spaccare l’Europa

Gianluca Gautieri 25/04/2024
Updated 2024/04/24 at 9:26 PM
3 Minuti per la lettura

Identità e Democrazia è il partito europeo a cui afferisce la Lega di Matteo Salvini. L’hub dell’estrema destra europea e del sovranismo, tra i neonazisti dell’AfD in Germania e il Rassemblément Nationale di Marine Le Pen, è l’arma di Salvini per scavalcare a destra Giorgia Meloni, mostrando l’occhiolino ad un bacino di voti che alle ultime elezioni politiche ha votato per il partito della premier. All’interno di ID non è però tutto rosa e fiori, perché ognuno fa il sovranista a casa propria.

I litigi tra Le Pen e AfD

La settimana scorsa Alternative für Deutschland (AfD) ha presentato un’interrogazione al Bundestag, chiedendo al governo di Olaf Sholtz di pronunciarsi favorevolmente all’Onu riguardo la risoluzione che impone alla Francia la restituzione delle isole Mayotte all’arcipelago delle Comore. Questa presa di posizione ha ovviamente irritato Marine Le Pen, fondatrice del sovranismo europeo, oggi alla guida di RN in Francia.

I rapporti tra AfD e Le Pen sono tesi già da un bel po’, da quando l’ex candidata alle presidenziali francesi criticava alcune scelte del partito neonazista tedesco, minacciando la spaccatura di Identità e Democrazia. Il sovranismo nella sua massima espressione insomma. Sovrani a casa propria, contrari a qualsiasi ingerenza dei paesi esteri e delle istituzioni europee, ognuno per la sua strada perseguendo i propri esclusivi interessi. A molti suonerà bene, ma cosa succede quando gli interessi collidono?

Ognuno è sovranista a casa propria

L’immigrazione è l’emblema di come un fenomeno che necessiterebbe di una più efficiente gestione a livello europeo sia ostacolata dalle singole volontà nazionaliste. Perché parlare di distribuzione dei richiedenti asilo fra paesi europei è impossibile quando movimenti politici aizzano la folla contro i singoli migranti e contro le istituzioni europee, rifiutando la collaborazione all’accoglienza nel proprio paese salvo poi pretenderla dagli altri.

Ce ne fornisce dimostrazione Matteo Salvini, che ha per anni denunciato l’inerzia dell’Unione Europea, rea di lasciare l’Italia da sola a fronteggiare gli sbarchi. Eppure la maggior parte delle forze politiche che “lasciano da sola l’Italia” sono le stesse di cui la Lega condivide valori, ideologie, modus operandi e alleanze. Un po’ come tirarsi la zappa sui piedi.

Più Italia, meno Europa

Il sovranismo conduce all’impasse, perché la mancata collaborazione tra paesi europei comporta l’immobilismo, impedisce la gestione di fenomeni internazionali che i singoli stati non sono più in grado di fronteggiare, dall’immigrazione al nuovo sistema economico globalizzato.

A caratteri cubitali sui cartelloni elettorali della lega si legge “più Italia, meno Europa”. Perché l’obiettivo non è rendere il vecchio continente di nuovo centrale nella politica internazionale, non è la gestione efficace di fenomeni più grandi di noi. Mentre il sovranismo di ID riprende ad imperversare nonostante le ipocrisie, la direzione auspicata è chiara: l’irrilevanza.

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