Il sindaco Petrella colpevole di assessoricidio

Venerdì 17/07/2020 si è tenuto il civico consesso nell’aula Rega del Comune di Castel Volturno; nell’ordine del giorno argomenti di un certo rilievo, ed il ritorno in aula dopo un lungo periodo di assenza dovuto al covid-19.

Un’aria abbastanza tesa, considerando che si comunicava un rimpasto di giunta. In particolare il fulcro è costituito dall’entrata della Lega, che per oltre un anno era stata tenuta fuori dalla maggioranza, adducendo ragioni pretestuose e poco credibili a scelte che avevano altre motivazioni, e non avevano remore a raccontarle in giro, screditando di fatto l’alleato e dichiarando ai quattro venti che non erano graditi.  (Lettura dei fatti, non certo pareri personali.)
Inutile stare a ripetere ciò che per mesi abbiamo letto, visto ed ascoltato da entrambi i fronti. Dichiarazioni pubbliche che facevano rabbrividire, eletti e grandi elettori che andavano a minare la credibilità di tutta una maggioranza e con il serio  pericolo di essere mandati a casa, come già capitato in passato ad altre amministrazioni.
Ma alla fine, tranne in dichiarazioni di circostanza e formali, nessuno ha avuto il coraggio di dire la verità su ciò che tutti sanno e conoscono: dietro alcuni eletti, ci sarebbero ex amministratori della giunta Scalzone, sciolta per infiltrazione camorristica.
Se questa fosse  la motivazione, allora è ancora più grave di quanto pensassimo, perché se c’erano dei dubbi su dei candidati, andavano sollevati precedentemente e non utilizzati prima per vincere e poi creare  “sospetti” da Sacra Inquisizione.
Il “buon” Luigi Petrella pur di fare il sindaco, ha usato tutti, basta vedere il trattamento riservato al consigliere di Rinascita Litorale Domizio Vincenzo Riccardo, suo strenuo sostenitore sin dall’inizio, e senza l’alleanza con Giovanni Parente, al ballottaggio sarebbe rimasto sicuramente a piedi. Ma la storia della politica locale non ci sorprenderà mai abbastanza. Si continua a discutere su ambiguità, lotte interne, conflitti d’interesse e poco dei cittadini e delle loro esigenze primarie.
Non è il caso di scendere nel merito dei singoli argomenti, se vi interessano potete seguire il tutto nel filmato in allegato, ma facciamo solo alcune valutazione di sintesi che un audio consente di fare: in politica per dare dei pareri compiuti è indispensabile leggere gli atti.
Ha sorpreso molto che sulla formazione di una commissione consiliare non si facesse riferimento al regolamento comunale (che in merito è chiarissimo), ma ad un parere di un funzionario che dava anch’egli indicazioni precise, che però in pratica non sono state tenute in considerazione. Sorprende ancora che in passato, quando c’erano dubbi su atti e regolamenti, ad esprimersi in merito era il segretario comunale, che seppur presente nemmeno veniva interpellato.
È prassi che quando si forma una commissione consiliare d’inchiesta, la presidenza tocca alle opposizioni, ma il sindaco Petrella ha necessità di accontentare tutti e per farlo è disposto anche a stravolgere le regole.
Altra nota stonata: nelle deleghe, il ciclo integrato delle acque e quindi la società Multiutility (gestore dell’acqua sul territorio) dove occorrono specifiche competenze, è stato affidato alla nuova assessora Nasti, poi dimessosi per cause personali e nomina d’ indicazione della Lega, e non come di regola di competenza o ai lavori pubblici o all’ambiente…  o meglio di chi ha il controllo delle partecipate,  ma queste sono formalità di chi, come noi, continua a voler ritrovare logiche politiche e di coerenza amministrativa in questi atti mentre è evidente ed estremamente preoccupante che si è avviati ad andare ben oltre il codice Cencelli.
Infine la grande sorpresa dell’assessore Giovanni Parente, lo stesso dopo vari interventi su bilancio, programmazione economica, risultati ottenuti e, spiegando il tutto con professionalità e padronanza, ottenendo anche il plauso dell’opposizione…ebbene? Come se nulla fosse, con una pacatezza strabiliante, annuncia le proprie dimissioni da assessore al bilancio, dandone una motivazione più formale che sostanziale, ma poco credibile a chi segue la Politica e riesce a leggere ben oltre dichiarazioni e atti dovuti, pertanto un’azione di grande dignità e coerenza.
Sicuramente per questa maggioranza le dimissioni di Parente rappresentano una grave perdita e non lasciano indifferenti le parole finali nella sua dichiarazione: “ (…) ho dovuto combattere più il fuoco amico che quello nemico”.
La Redazione d’Informare
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