Il settore portuale nel nostro Paese: lo stato dei porti della Campania

Partiamo col dire che un porto, zona di terra e di mare munita di opere che consentono l’accoglienza delle navi, il carico e lo scarico delle merci, l’imbarco e lo sbarco dei passeggeri, dotato di infrastrutture necessarie per gli operatori dei trasporti che vi operano, è un’infrastruttura complessa.

Il secondo punto che si vuole evidenziare è che il settore portuale è stato oggetto di un importante intervento modificativo in seguito alla legge 28 gennaio 1994, n.84 che ha rappresentato il primo significativo strumento di riforma della portualità italiana rispetto all’originario assetto previsto dal codice della navigazione del 1942. Da qui in poi i porti si sono trasformati in crocevia di una vasta gamma di prestazioni che in esso si svolgono coinvolgendo il territorio e gli enti che hanno interesse per tutte quelle attività che in esso sono centralizzate.

Ma come sono organizzati i porti e la loro gestione? In seguito all’entrata in vigore il 15 settembre del 2016 del decreto legislativo n.169 del 2016 (GU 31 agosto 2016) di riordino delle Autorità portuali, sono state create 16 nuove Autorità di sistema portuale (Adsp) in luogo delle attuali. I 57 porti di rilievo nazionale saranno dunque coordinati da 16 Autorità di Sistema portuale con il compito di programmare, coordinare e regolare il sistema dei porti nell’area di riferimento. E secondo la sopracitata L.84-94 le AdSP si occupano della manutenzione ordinaria e straordinaria delle parti comuni nell’ambito portuale, di attività amministrative e di affidamento e controllo delle attività dirette alla fornitura a titolo oneroso agli utenti portuali, nonché di promuovere forme di raccordo con i sistemi logistici retro portuali e interportuali.

Nella nostra regione abbiamo un unico sistema e tre porti. Abbiamo il porto di Napoli che è tra i principali scali nei traffici commerciali e registra aumenti costanti nel traffico passeggeri e leader nel settore del cabotaggio rappresentando il 50% del traffico italiano.

Rappresenta inoltre uno snodo fondamentale per il trasporto merci e passeggeri per le isole maggiori (Sicilia e Sardegna). Il Porto di Castellammare di Stabia incentra le sue attività principalmente nel settore della nautica da diporto e in quello della cantieristica, grazie alla storica presenza dello stabilimento “Fincantieri”. Ed infine il porto di Salerno che è collegato con le principali aree del mondo, garantendo servizi multifunzionali e veloci. Grazie all’elevato rapporto esistente tra merci movimentate e spazi disponibili, Salerno è uno dei porti più efficienti e dinamici in Europa e rappresenta un importante snodo delle Autostrade del Mare.

Il sistema portuale di Napoli e Salerno si mantiene sopra le 30 milioni di tonnellate merce movimentata e sopra il milione di container da 20 piedi. Le voci negative sono i rotabili, per Napoli, e i container, per Salerno. Per la precisione, secondo i dati diramati dall’Autorità di sistema portuale del Tirreno centrale, le tonnellate movimentate sono state 32,8 (+0,9%) e i container pari a 1,09 milioni di TEU. Ulteriori dati ci dicono inoltre che i rotabili movimentati da Napoli sono stati pari a 5,28 milioni di tonnellate (-2,2%). Crescono le rinfuse liquide (+4,4%) e i prodotti petroliferi (+7,2%). Per Salerno l’andamento è superiore, avendo movimentato circa 8 milioni di tonnellate, in crescita dell’1,6%.

Insomma il porto anche alla luce dell’intensificarsi degli scambi sul mercato internazionale e l’accelerazione generata dalla globalizzazione si deve svincolare da logiche protezionistiche che ne avevano penalizzato la funzionalità. E proprio per questo non è sbagliato parlare di una riforma della riforma avvenuta con la legge del 1994 considerato i diversi provvedimenti di modifica attuati nel corso della sua entrata in vigore per renderlo una infrastruttura al passo con il tempo.

Ma il futuro rimanda alla domanda: “come saranno i porti del futuro?”. Questo è argomento molto dibattuto in questi ultimi anni. Infatti, con il processo di smart innovation, i porti di domani saranno tutti smart e digitalizzati. La rivoluzione informatica farà da “punto di non ritorno” per l’evoluzione del concetto di porto: o s’innoverà il senso e il significato di porto o si rimarrà ancorati a funzioni e a servizi “utili” solo alla prima industrializzazione.

 

di Antonio Di Lauro

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