Il riscatto di Nunzio

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Il riscatto di Nunzio 
Da vittima del bullismo ad attore impegnato nel sociale

Nunzio Bellino, attore napoletano, classe 1989, nasce con una grave malattia rara che gli viene diagnosticata all’età di 26 anni. Si tratta della Sindrome di Ehlers-Danlos, una malattia ereditaria che interessa il tessuto connettivo. Più semplicemente si potrebbe descrivere come un’iperelasticità dei tessuti, la quale può portare a gravi conseguenze e attualmente non ha cura. Per via della malattia, sin da bambino Nunzio viene percepito come diverso dai suoi compagni che, discriminandolo o rendendosi aggressivi nella loro curiosità, lo trasformano in facile vittima del bullismo. In seguito, anche coloro che si professavano suoi amici non si dimostrano tali, insultandolo on-line. Nunzio non si lascia abbattere dalle difficoltà e persegue il suo sogno di diventare attore. L’incontro con lo sceneggiatore e regista Giuseppe Cossentino dà vita al cortometraggio dal carattere sociale “Elastic Heart” tratto dall’esperienza di vita di Nunzio Bellino. Il corto vince alcuni premi tra cui due Oscar del Web ai Rome Web Awards 2017, cattura l’attenzione dei media nazionali ed esteri fino a ricevere candidature a festival cinematografici internazionali. Nunzio, tu sei stato vittima di bullismo sin da bambino a causa della tua malattia, dove hai trovato la forza di reagire all’esclusione sociale?

«Ho trovato la forza dentro di me. Dopo la morte di mia madre, a causa della mia stessa sindrome, ho deciso di reagire alle difficoltà e al bullismo. Ho adottato la tattica del sorriso. Ho sorriso a chi mi derideva e insultava e sorridendo sono andato avanti per la mia strada, prefissandomi obiettivi da raggiungere, come il mio desiderio di recitare. Ho raggiunto una certa notorietà grazie al mio lavoro e coloro che prima mi escludevano, adesso mi cercano».

Sei stato aiutato da qualcuno per risolvere il problema del bullismo?

«No. A scuola i professori conoscevano il mio problema ma non credo si siano mai posti delle domande».

In base alla tua esperienza, quali credi siano le motivazioni che spingono i ragazzi ad atti di bullismo?

«Credo sia colpa della “società dell’immagine” nella quale viviamo. Siamo continuamente bombardati da stereotipi di perfezione attraverso i media e questo quasi costringe i ragazzi ad adeguarsi a determinati modelli pur di sentirsi accettati e parte di un gruppo. L’inclusione al gruppo, purtroppo passa dal riconoscimento del diverso e dalla sua esclusione, anche attraverso atti di violenza».

È proprio nella “società dell’immagine” però che hai trovato i mezzi necessari a veicolare i tuoi messaggi.

«Grazie al successo del cortometraggio ho potuto dare visibilità a una sindrome pressoché sconosciuta, ma non solo: l’obiettivo mio e di Giuseppe Cossentino è quello di dare voce alla diversità di ognuno di noi. È la diversità a renderci unici e quindi speciali. La diversità non dovrebbe mai essere motivo di discriminazione ma una ricchezza di cui non dovremmo avere paura e che dovremmo, invece, riconoscere e imparare ad apprezzare». Il lavoro di questi due giovani professionisti ha già ottenuto in breve tempo riconoscimenti di pubblico e critica che ci fanno sperare in una società più sensibile ed inclusiva. Nunzio Bellino a dispetto della fragilità del suo corpo ha trovato in se stesso la forza di reagire alle difficoltà e al bullismo senza l’aiuto di nessuno, ma è doveroso ricordare ai ragazzi che chiedere aiuto è sempre possibile ai centri di assistenza nelle scuole, al Telefono Azzurro o alle forze dell’ordine.

di Maria Rosa Race
Tratto da Informare Magazine Gennaio 2019

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