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Castel Volturno, il Puc adottato dalla Giunta non convince

Redazione Informare 08/10/2021
Updated 2021/10/08 at 3:16 PM
13 Minuti per la lettura

Come già fatto nel 2008 e poi nel 2017 e poi con i continui articoli d’informazione e aggiornamento, anche stavolta non abbiamo fatto mancare le nostre osservazioni al Piano Urbanistico Comunale di Castel Volturno, adottato con Delibera di Giunta Comunale n° 49 del 17 giugno 2021 che riportiamo di seguito.

A) Mancanza della massima diffusione delle modalità di presentazione delle osservazioni.
Dispiace, prima di tutto, denunciare la mancanza della massima diffusione e trasparenza delle modalità di presentazione delle osservazioni. Il Responsabile Unico del Procedimento, ing. Chiara Follero, ha prima di tutto sbagliato la data della Delibera nella prima pubblicazione sul B.U.R. Campania, ma ha gravemente disatteso quanto da Lei stessa scritto nell’avviso di rettifica pubblicato il 19 luglio 2021 (BURC n° 71), che si cita:
“Durante il periodo di deposito chiunque può presentare osservazioni in merito al PUC, in duplice copia, di cui una in bollo, preferibilmente secondo il modello “osservazioni a PUC” rinvenibile sul sito istituzionale dell’ente”.
Il problema è che il modello è introvabile sul sito istituzionale. Sarebbe stato, prima di tutto, più opportuno allegarlo allo stesso avviso o almeno indicare il link preciso dal quale scaricarlo. La cosa inspiegabile è che è stato realizzato un sito ad hoc per il PUC di Castel Volturno (peraltro citato dal RUP nello stesso avviso di rettifica) e che comunque ha funzionato sino ad ora, anche per la pubblicazione degli elaborati del PUC, ma si è deciso diversamente, cioè non consentire attraverso lo stesso sito di inserire le osservazioni. Tantomeno successivamente sul sito istituzionale del comune sono stati forniti chiarimenti ovvero è stato messo a disposizione il modello.

B) I riferimenti di legge principali utilizzati alla base delle osservazioni.
Sono la Legge Regionale della Regione Campania n. 16 del 2004 integrata con le modifiche apportate dalle leggi regionali: 11 agosto 2005, n. 15; 19 gennaio 2007, n. 1; 30 gennaio 2008, n. 1; 28 dicembre 2009, n. 19; 5 gennaio 2011, n. 1; 6 maggio 2013, n. 5; 5 aprile 2016, n. 6; 22 giugno 2017, n. 19 e l’avviso di errata corrige pubblicato nel B.U.R.C. del 7 luglio 2008, n. 27. Gli articoli di specifico interesse iniziano da pagina 9 con l’articolo 22. Ulteriore riferimento è stato il Regolamento Regionale n° 5 del 2011, aggiornato alla L.R. n°5/2011.

C) Le osservazioni presentate e le motivazioni
Dallo studio degli elaborati descrittivi e grafici allegato alla delibera in oggetto, si osserva quanto segue:
1. Mancano ovvero non sono stati resi disponibili i seguenti elaborati:
– L.2.4 Indagini Geologiche – Cartografie
– L.4.4 Preliminare di piano – Consultazione pubblica _ Contributi pervenuti
2. Sussiste la mancata individuazione delle opere inerenti al Servizio Idrico Integrato (SII)
Per lo sviluppo del territorio è imprescindibile conoscere sin d’ora lo stato attuale e da dove proverranno le risorse idropotabili. Nonostante il gestore delle reti sia ormai divenuto interamente pubblico con socio unico il Comune di Castel Volturno, non è presente una corretta e completa individuazione di tutte le infrastrutture idriche e fognarie. Tale mancanza è degna di non approvazione del PUC in quanto non è possibile garantire alle attività di progetto (residenziali o produttive) né la fornitura idropotabile tantomeno lo scarico in fognatura.

Per ulteriore precisione, si citano i passaggi che riteniamo fondamentali:
L.R. 16/2004 – art. 22, comma 2, lettera c):
“il PUC… determina i fabbisogni insediativi e le priorità relative alle opere di urbanizzazione in conformità a quanto previsto dall’articolo 18, comma 2, lettera b)”;
– L.R. 16/2004 – art. 22, comma 3:
Il Puc individua la perimetrazione degli insediamenti abusivi esistenti al 31 dicembre 1993 e oggetto di sanatoria ai sensi della legge 28 febbraio 1985, n. 47, capi IV e V, e ai sensi della legge 23 dicembre 1994, n. 724, articolo 39, al fine di…

a) realizzare un’adeguata urbanizzazione primaria e secondaria
– L.R. 16/2004 – art. 25:
“1. Con delibera di Consiglio comunale è adottata, in conformità alle previsioni del Puc e senza modificarne i contenuti, la disciplina degli interventi di tutela, valorizzazione, trasformazione e riqualificazione del territorio comunale da realizzare nell’arco temporale di tre anni.
2. Gli atti di programmazione di cui al comma 1, in relazione agli interventi di riqualificazione e di nuova edificazione, prevedono…
c) la determinazione delle opere di urbanizzazione da realizzare o recuperare, nonché degli interventi di reintegrazione territoriale e paesaggistica”
– R.R. 5/2001 – art. 9: praticamente bisogna leggere l’intero articolo onde evitare confusioni e non farsi confondere dal fatto che sia citato il PTCP.

“1. Tutti i piani disciplinati dalla legge regionale n. 16/2004 si compongono del piano strutturale, a tempo indeterminato, e del piano programmatico, a termine, come previsto all’articolo 3 della legge regionale n. 16/2004, che possono essere adottati anche non contestualmente. (1)

2. Il piano strutturale del PTCP ha valenza di piano di valorizzazione paesaggistica, di piano stralcio dell’Autorità di Bacino con le intese di cui all’articolo 8.

3. Il PTCP definisce, secondo quanto stabilito dall’articolo 9, comma 1 e 3 della legge regionale n. 13 del 2008, oltre agli elementi strutturali a scala provinciale anche le seguenti ulteriori componenti strutturali a scala 1:10.000
a) l’assetto idrogeologico e della difesa del suolo;
b) I centri storici così come definiti e individuati dagli articoli 2 e 4 della legge regionale 18 ottobre 2002, n. 26 (norme e incentivi per la valorizzazione dei centri storici della Campania e per la catalogazione dei beni ambientali di qualità paesistica);
c) la perimetrazione indicativa delle aree di trasformabilità urbana;
d) la perimetrazione delle aree produttive (aree e nuclei ASI e aree destinate ad insediamenti produttivi) e destinate al terziario e quelle relative alla media e grande distribuzione commerciale;
e) Individuazione aree a vocazione agricola e gli ambiti agricoli e forestali di interesse strategico;
f) ricognizione ed individuazione aree vincolate;
g) infrastrutture e attrezzature puntuali e a rete esistenti.

4. Il piano programmatico del PTCP contiene i limiti massimi e minimi dei carichi insediativi per le singole aree di cui al comma 3 e le azioni rivolte a perseguire gli obiettivi di valorizzazione paesaggistica, diminuzione dei rischi di cui al primo quadro territoriale di riferimento del PTR, specificando le risorse e gli strumenti finanziari di supporto alle azioni.

5. Il piano strutturale del PUC, qualora le componenti sono condivise in sede di copianificazione, in attuazione dell’articolo 4 della legge regionale n. 16/2004, coincide con il piano strutturale del PTCP. Il piano strutturale del PUC fa riferimento, in sintesi, agli elementi di cui al comma 3, precisandoli ove necessario. Con delibera di giunta regionale sono stabiliti i criteri di scelta ed i limiti di individuazione dei comuni che utilizzeranno la parte strutturale dei PTCP come piano strutturale del rispettivo territorio comunale.

6. La componente programmatica del PUC si traduce in piano operativo.
Il piano programmatico del PUC, per la sua natura operativa, contiene, oltre agli elementi di cui all’articolo 3 della legge regionale n. 16/2004, la ulteriore specificazione delle aree indicate al comma 3, nel rispetto delle disposizioni di cui al comma 4, indicando:
a) destinazione d’uso;
b) indici fondiari e territoriali;
c) parametri edilizi e urbanistici;
d) standard urbanistici;
e) attrezzature e servizi.

7. Il piano programmatico/operativo del PUC, elaborato anche per porzioni di territorio comunale, contiene altresì gli atti di programmazione degli interventi di cui all’articolo 25 della legge regionale n. 16/2004”.

3. La VAS è stata intesa, interpretata e gestita solo ed esclusivamente come una serie di elaborati tecnici-grafici richiesti dalle norme vigenti, ma non come una procedura capace di informare coerentemente i cittadini sulle problematiche esistenti, soprattutto quelle ambientali, e renderli partecipi alle scelte conclusive che influenzeranno, forse definitivamente, il futuro del territorio.

4. Non sono individuati i sistemi di monitoraggio di tutte le componenti ambientali

5. Negli articoli 46, 47 e 49 delle NTA si confonde, anche rispetto ai grafici, la parola “manifattura o manifatturiero” con “industriale”.

6. Nell’art. 46 – ZTO D Area produttiva delle NTA, NON è chiarito rispetto a quali norme e leggi di protezione e tutela ambientale ci si riferisca. Tale fatto è molto grave se unito alla non chiarezza della dicitura “industriale”, si rischia di creare una “zona industriale” senza regole certe
7. Con riferimento all’elaborato “Tav. 38 – H.1.5 – Piano Operativo – Zonizzazione”, si ritiene estremamente eccessivo l’utilizzo della zonizzazione “D”, in particolar modo desta molta preoccupazione, per i motivi già detti, la vasta area “D.2.1” definita “industriale – artigianale di progetto” che afferisce a via dei Diavoli, come riportato nello stralcio successivo e cerchiato con ovale in rosso:

8. Sussiste la Mancata applicazione di metodi di stima per la determinazione certa e univoca degli indici di urbanizzazione nella perequazione urbanistica.

In particolare, non sono state proposte o non sono proposte con i dovuti dettagli:
– Indagini di base e condizioni di fatto e di diritto dei suoli urbani, compresa la mancanza di individuazione dei dati catastali.
– Classificazione del territorio urbano in ambiti omogenei.
– Attribuzione agli ambiti omogenei di indici normali di trasformabilità.
– Recepimento per ciascun ambito omogeneo delle proposte di intervento degli operatori privati, con confronto e scelta delle soluzioni migliori.
– Negoziazione tra pubblico e privato degli aspetti di dettaglio della soluzione migliore.
– Identificazione del mercato immobiliare, del modello comportamentale dei soggetti della perequazione e della fattibilità finanziaria degli interventi.
– Individuazione di un qualsiasi strumento di valutazione a supporto delle decisioni, come ad esempio la Cost Volume Profit Analysis (CVPA) o equivalente.
– Analisi alla base della determinazione dell’indice di edificabilità perequativo.
Si è chiesto formalmente di inserire tali osservazioni nella procedura in corso così come stabilito dalle “osservazioni allo strumento urbanistico” di cui alla L.R. 16/04 e dal Regolamento 5/2011 delle attività di “consultazione” con riferimento al connesso procedimento integrato di VAS dì cui all’art, 14 del D.Lgs 152/2006.

D) Conclusioni e ulteriori osservazioni
Nutriamo forti dubbi anche sui seguenti punti:
Non è motivata la cancellazione dell’Accordo di Programma del 01.10.2003 che forniva al Comune di Castel Volturno delle garanzie importanti nei confronti della provincia e della regione
Non sono stati chiaramente individuati le perimetrazioni degli insediamenti abusivi esistenti al 31 dicembre 1993 e oggetto di sanatoria ai sensi della legge 28 febbraio 1985, n. 47, capi IV e V, e ai sensi della legge 23 dicembre 1994, n. 724, articolo 39 e non è chiaro come si vuole risolvere la questione degli insediamenti abusivi non sanabili.

di Redazione Informare

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°222 – OTTOBRE 2021

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