Il progetto “Geremia” per il miglioramento delle acque portuali

Programma marittimo finanziato da Italia e Francia

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Un progetto che terminerà nel febbraio del 2021, cofinanziato da Francia e Italia, per un totale di circa 1,8 milioni di euro e che si spera sia rifinanziato anche con un obiettivo temporale più lontano nel tempo. La serietà e l’importanza del progetto è testimoniata anche dal valore e prestigio dei partner: Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale, Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale, Università degli Studi di Genova, Université de Toulon e, non da ultimo, l’Istituto per lo studio degli impatti Antropici e Sostenibilità in ambiente marino.

Per introdurre al meglio il progetto, si citano, sintetizzandole, le premesse:

“Conciliare la necessità della crescita con la preservazione del patrimonio culturale e ambientale sarà la sfida da affrontare. La valutazione degli impatti e pressioni sugli ecosistemi da parte delle attività antropiche dovrà essere sviluppata su solide basi scientifiche/tecniche. Seguendo questo approccio e con la consapevolezza che la qualità ambientale di un porto influenza l’ambiente marino su scale spaziali molto grandi, la gestione del rischio da inquinamento deve essere condivisa su basi transfrontaliere”.

Il progetto GEREMIA, pertanto, servirà per formare tutti i gestori che avranno la responsabilità di gestire le acque portuali. Si citano gli obiettivi specifici del progetto:

“Definizione di indici integrati specifici per le acque portuali:

A partire dalla valutazione dell’applicazione dell’indice di stato trofico (TRIX) e altri già individuati nelle normative nazionali, verrà proposto un modello concettuale basato sull’integrazione di differenti linee di evidenza (WOE) da utilizzare per la definizione di specifici indici da applicare in tutte le aree portuali transfrontaliere.

Sistemi di biorisanamento e contenimento reflui inquinanti nelle acque portuali

Nel corso delle azioni pilota, si installeranno sistemi di contenimento e biorisanamento basati sull’utilizzo simultaneo di barriere flottanti e/o materiali assorbenti appositamente preparati in grado di biodegradare o detossificare sostanze inquinanti. Questi sistemi verranno utilizzati in accoppiamento ad ossigenatori in modo da incrementarne le prestazioni.

L’apprendimento quale prima risorsa per la gestione integrata dell’ambiente portuale

Con l’utilizzo di piattaforme e-learning, le attività di formazione saranno differenziate a seconda dei gruppi target coinvolti. Per gli operatori si svilupperanno maggiormente gli aspetti più tecnici legati alla capacità di gestione del rischio da inquinamento; mentre nei riguardi degli utenti dei porti e in generale ai cittadini, si punterà ad una sensibilizzazione più divulgativa”.

Il progetto GEREMIA è utilissimo per la prevenzione del rischio e per simulare tutte le azioni da intraprendere nel caso di un incidente rilevante. Uno strumento per evitare di essere, molto spesso, il paese del cordoglio, cioè si piange sempre dopo che l’incidente si è verificato.

Per saperne di più: www.interreg-maritime.eu

di Angelo Morlando
Responsabile Scientifico Informare
TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°205
MAGGIO 2020

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