Il Parco delle Sorgenti Ferrarelle

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Intervista a Michele Pontecorvo Ricciardi

La Campania è, per antonomasia, una delle regioni più fertili d’Italia, anche grazie ad una conformazione territoriale caratterizzata da una massiccia presenza di vulcani, capaci di segnare la storia di svariate zone. È il caso di Riardo, paese dell’alto casertano culla del Parco delle Sorgenti Ferrarelle, zona ricca di sali minerali che dà vita all’acqua effervescente più famosa d’Italia.

Il Parco, bene di proprietà di Ferrarelle S.p.a. e patrocinato dal Fondo Ambiente Italiano (Fai) dal 2010, è una meta particolarmente ambita da casertani e non, curiosi di conoscere luoghi e processi funzionali alla realizzazione di un prodotto tutto nostrano all’interno di un importantissimo polmone verde del casertano, del quale abbiamo parlato con Michele Pontecorvo Ricciardi, Vicepresidente di Ferrarelle S.p.a. e neopresidente del Fai Campania.

«L’acqua Ferrarelle è un’acqua artesiana, con peculiarità quali l’effervescenza garantite dal suo lungo percorso nel sottosuolo. A partire dal bacino creatosi al di sotto del vulcano di Roccamonfina, l’acqua fluisce arrivando a decine di metri di profondità, lungo un percorso che, tramite il contatto con il gas, le conferisce caratteristiche quali la mineralizzazione – ci racconta Michele –. La presenza del gas nel sottosuolo è testimoniata anche dal Gaiser presente lungo il percorso di visita del Parco, caratterizzato da un getto d’acqua spinto con potenza verso l’alto».

Le prime testimonianze che attestino la presenza di quest’acqua così peculiare sembrerebbero risalire a Plinio il Vecchio, che nella Naturalis Historia racconta che, giunto presso Capua, assaggia dell’acqua che sgorga dal terreno “ribollendo”, giovando oltretutto delle sue proprietà benefiche e tonificanti.

«Plinio sta certamente parlando dell’acqua Ferrarelle. C’è oltretutto da dire che, durante il lavoro di recupero di questa zona, avvenuto in collaborazione col Fai, è stato possibile scoprire che l’intero territorio è riuscito a mantenersi intatto proprio perché ricco di quest’acqua».

Accanto alla zona delle sorgenti, è interessante gettare uno sguardo alla Masseria Mozzi, un edificio ottocentesco che sorge poco distante, definito in «gergo tecnico come “tratturo”, una casa rurale che si trovava lungo la Via Casilina, utile a garantire ristoro a viandanti e animali. A seguito del restauro con materiali d’epoca, utili al ripristino di un edificio che fosse il più possibile fedele a quello originario, la Masseria è, ad oggi, un punto di ristoro forte di una cucina interamente realizzata con prodotti dell’orto locale, parte dell’azienda agricola biologica “Masseria Delle Sorgenti”, nata con l’intento di «proteggere il suolo per proteggere il sottosuolo, evitando di inquinare le falde acquifere tramite l’utilizzo di prodotti quali i concimi, anche di quelli accettabili per un’azienda biologica.
Sostanzialmente, il nostro lavoro sul territorio è quello di tutelare l’ecosistema e la biodiversità circostante, tramite progetti che non siano mai speculativi ma unicamente di protezione».

Michele, quali progetti ha per Riardo in qualità di Vicepresidente di Ferrarelle S.p.a e di Presidente del Fai Campania?

«Mi farebbe piacere provare a ottimizzare le relazioni fra Parco Ferrarelle e l’Ufficio Scuole del Fai Campania, mirando però anche al coinvolgimento degli studenti universitari.
Il Fai ha creato convenzioni per tirocini curriculari che i ragazzi possono svolgere all’interno dei beni Fai e penso che questa possa essere un’iniziativa vincente anche per Ferrarelle. L’azienda esercita una conoscenza professionale su temi fra i più svariati: dal marketing alla gestione, spaziando fra gli ambiti della chimica, della biologia e dell’ingegneria».

Una grandissima opportunità, insomma, per tutti i giovani professionisti volenterosi e competenti, desiderosi di restare nella propria terra per valorizzarne le realtà migliori.

di Teresa Coscia

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°211
NOVEMBRE 2020

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