Il paradosso dell’ignoranza: l’effetto Dunning-Kruger

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Nel corso della vita e delle relazioni sociali ci sarà capitato centinaia, se non migliaia di volte di entrare in contatto con i classici “ciucci e presuntuosi”. È comunissimo trovare, nell’ambito dei rapporti con gli altri, chi, seppur totalmente incompetente in una determinata materia o circostanza, sia fermamente convinto di saperne più degli altri e, ovviamente, finisca per sopravvalutare oltremodo le proprie capacità.

Anche se tutti, bene o male, conosciamo il fenomeno, non tutti, forse, sanno che si tratta di una vera e propria distorsione cognitiva, l’effetto Dunning-Kruger, studiato e certificato dai due socio-psicologi.

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Moltissimi sono stati gli intellettuali e i pensatori che hanno commentato il fenomeno, iniziando, ovviamente, da Socrate, il cui “So di non sapere” a quanto pare, più che una semplice massima di saggezza, si è rivelata essere una vera e propria condizione psicologica dell’essere umano. Celeberrimo è anche il passo Shakespeariano di “Come vi Piace” in cui si recita “Il saggio sa di essere stupido, è lo stupido invece che crede di essere saggio”;

A dare, però, risalto scientifico a tale fenomeno furono proprio David Dunning, docente di psicologia della Cornell University e Justin Kruger ( suo allievo)  i quali nel 1999 si lasciarono ispirare da un avvenimento un po’ bizzarro: Nel 1995 a Pittsburgh, il quarantacinquenne McArthur Wheeler decise di rapinare due banche nello stesso giorno. Egli, però, decise di non coprire il suo viso o le sue tracce in alcun modo e pochissime ore dopo fu rintracciato dalla polizia. Al momento dell’arresto McArthur era incredulo, non avrebbe mai immaginato di poter essere battuto sull’astuzia dalla polizia, dal momento che aveva utilizzato sul viso del succo di limone, convinto lo avesse reso invisibile.

McArthur prima del colpo aveva anche effettuato dei “test” sulla veridicità della sua teoria, scattandosi una foto, dopo essersi cosparso di limone, in cui effettivamente non si vedeva. Il problema, però fu che “l’invisibilità” nella foto era data dal fatto che aveva sbagliato a puntare l’obbiettivo, fotografando non se stesso, ma il soffitto.

Ad ogni modo, ciò che appassionò i due psicologi fu, non tanto la stupidità di McArthur, ma il suo delirio di astuzia. Così i due iniziarono a condurre degli esperimenti comportamentali su degli studenti dell’Università. Dai test risultò che gli alunni più incompetenti erano quelli che premiavano il loro lavoro in maniera più lusinghiera, mentre i più competenti erano quelli più critici e dubbiosi sulle loro capacità.

I due studiosi, allora, effettuarono ulteriori test dopo aver edotto i meno competenti sulla materia oggetto d’esame e videro che la loro autovalutazione scendeva drasticamente, dopo essersi acculturati in merito.

Fu così che nacque la teoria della distorsione cognitiva nota come effetto Dunning-Kruger. È nella consapevolezza dell’esistenza di tale fenomeno psicologico che ciascuno dovrebbe evitare di caderne vittima, così, forse, si metterebbe fine all’arroganza di molti.

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