nuovo album di mace

Maya: il nuovo album di Mace è su Spotify

Sara Marseglia 09/04/2024
Updated 2024/04/09 at 3:23 PM
3 Minuti per la lettura
nuovo album di mace

Il 5 aprile è uscito il nuovo album di Mace, dal titolo “Maya“, disponibile su tutte le piattaforme di streaming musicale. Il producer milanese lo aveva annunciato un mese fa, il 4 marzo. Già dal titolo, Mace conferma la sua più grande ispirazione, la spiritualità. “Maya” è infatti un termine che proviene dalla filosofia induista e sta ad indicare la grande illusione che avvolge ciò che definiamo reale. A distanza di tre anni da Obe, Mace è uscito con nuova musica con il suo terzo album da solista.

Il processo creativo

“Volevo approcciarmi a un disco totalizzante che nascesse dal contatto non da tanti mattoncini separati. È una modalità molto diversa rispetto a quella che è in voga oggi: non singole session, ma periodi di vita vissuta insieme 24 ore al giorno per diversi giorni, nei colori delle campagne toscane, condividendo praticamente tutto, come un collettivo degli anni ‘70″.

Sono queste le parole con cui Mace ha commentato il processo creativo che ha portato alla nascita dell’album. Tutti gli artisti che hanno collaborato sono così stati invitati in studio con indicazioni piuttosto scarse, compensate dalla grande fiducia che la scena italiana ripone nel producer. “Volevo che la musica si materializzasse, e noi fossimo semplicemente delle antenne, pronte a canalizzarla” ha continuato Mace, insistendo ancora su un processo creativo che si allontanasse quanto più possibile dalla programmazione per avvicinarsi alla spontaneità.

Gli artisti e i featuring del nuovo album di Mace

Il mix tra pop, rap e musica psichedelica è diventato la cifra stilistica di Mace. Con Maya, questa mescolanza è tornata in campo. I nomi che compaiono nei featuring spaziano tra tutti i generi della scena italiana. Ci sono grandi artisti pop come Marco Mengoni, rapper come Salmo e Noyz Narcos e nomi della musica alternativa come Cosmo e Venerus. Alcuni di loro si sono fermati nello studio in Toscana per alcuni giorni, altri per l’intero periodo. “Avevo tipo cinquecento brani strumentali e almeno cinquanta canzoni.

A partire da questo materiale ho fatto l’editing e ho richiamato in studio alcuni artisti per riregistrare delle parti”, racconta agli uffici della Universal a Milano. Il disco si chiude con un Il velo di Maya, un pezzo instrumental che fonde l’ambient ed il jazz. “Ho capito subito che quel brano era potente, dovevo trovargli un posto nel disco. Era come se alla fine, dopo aver fatto un grande sforzo per tenere insieme tante personalità e stili diversi, volessi rilasciare la tensione e tirare un sospiro di sollievo”.

TAGGED: , , ,
Condividi questo Articolo
Lascia un Commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *