L’abbinamento di competenze e studi ad iniziative solidali permette di conseguire notevoli benefici umani e sociali. A dimostrarlo sono Giovanni Ippolito e Giovanni Caputo due psicologi e psicoterapeuti italiani che, già da studenti di psicologia, hanno avuto modo di cominciare ad operare con e per ragazzi autistici affetti da disturbi relazionali e intellettivi. D’allora è subentrata una forte sensibilità per questi disturbi, sensibilità che li ha portati ad ideare il  “Metodo Caputo Ippolito” che si svolge attraverso la TMA (Terapia Multisistematica in Acqua). Quest’ultima è stata riconosciuta ed accertata dalla più importante rivista scientifica al mondo sull’autismo, il Journal of Autism and Developmental Disorders, come una terapia che arreca numerosi benefici e che migliora notevolmente i disturbi di queste persone. Tutto viene effettuato attraverso l’acqua e il nuoto. A Magazine Informare gli psicologi hanno dichiarato: «È nato tutto per solidarietà e per voglia di fare qualcosa nel sociale. In acqua constatavamo una risposta che portava ad aumentare le capacità relazionali dei ragazzi con disturbo autistico, relazionale, intellettivo. C’erano anche teorie psicologiche che spiegavano i miglioramenti che si riscontravano e da lì è nata una vera e propria terapia, riconosciuta e praticata a livello nazionale. Seguiamo più di 5000 ragazzi in tutta Italia».

DALL’ACQUA ALLA REALTÀ

La terapia presuppone un intervento individuale indirizzato a bambini, ragazzi ed adulti; strutturato in fasi e comprendente varie aree, da quella cognitiva a quella emotiva e comportamentale. La piscina stimola i ragazzi perché li attrae. In acqua chi ha paura cerca l’altro per aggrapparsi e questo istintivamente gli permette di relazionarsi. Chi invece è attratto viene coinvolto attraverso i giochi e il divertimento. Quindi sfruttando tutte queste emozioni si può lavorare sui disturbi comportamentali e col tempo sono per prime le famiglie a constatare che i ragazzi diventano più tranquilli, accettano maggiormente il contatto fisico, ascoltano di più. Tutto parte dall’acqua, nasce da una ricerca prima di tutto istintiva, poi l’istinto si trasforma in aspetto relazionale e permette di riscontrare benefici soprattutto al di fuori dell’acqua, nella quotidianità.

Il metodo Caputo Ippolito rappresenta anche un modo per avvicinare queste persone allo sport. Per 4 anni infatti, ragazzi allenati attraverso la TMA hanno vinto i campionati nazionali e quest’anno, il 13 luglio, per la prima volta hanno partecipato alla maratona Capri-Napoli, un percorso in mare aperto lungo ben 36 km. «Partecipare alla Capri-Napoli con 5 ragazzi è stata già una vittoria – spiegano i dott. Caputo e Ippolito i ragazzi dopo settimane di allenamento con supporto anche morale sono riusciti ad arrivare addirittura terzi. È stata un’emozione unica perché non ci eravamo prefissati nessun obiettivo, se non quello di inviare un messaggio sociale e umano insieme alle famiglie: nonostante tutto queste persone possono farcela».

Purtroppo viviamo in un contesto che offre numerosi disagi alle famiglie dei ragazzi con disturbi intellettivi, comportamentali ed emotivi. Prima tra tutte c’è l’inefficienza delle terapie sovvenzionate, costrette a fare i conti con tempi di attesa lunghissimi. Il Metodo Caputo Ippolito, scientificamente riconosciuto, e il lavoro di Giovanni Ippolito e Giovanni Caputo svolto con sensibilità, volontà e passione non è solo un modo per migliorare la vita a ragazzi speciali, ma serve anche a realizzare un messaggio di solidarietà che, se seguito e supportato da tutti, è in grado di arrivare dove lo Stato non riesce.

di Mara Parretta

Tratto da Informare n° 184 Agosto 2018