ghiacciai

Il nostro Pianeta perderà i ghiacciai entro il 2100

Roberto Giuliano 09/01/2023
Updated 2023/01/08 at 5:44 PM
3 Minuti per la lettura

Se c’è un settore da cui sembrano non venire mai buone notizie, questo è sicuramente quello della lotta al cambiamento climatico. E lo scioglimento dei ghiacciai ne è la punta dell’iceberg…

Secondo una recente ricerca della Carnegie Mellon University, pubblicata sulla rivista scientifica “Science”, il Pianeta perderà dalla metà alla quasi totalità dei suoi ghiacciai entro il 2100. Ad essere colpiti saranno soprattutto i ghiacciai più piccoli, come quelli in Europa, mentre i più grandi, posti in luoghi dove si manterranno temperature più estreme, sopravvivranno più facilmente.

La perdita di massa totale si prevede sarà compresa tra il 25 e il 50%.

Studiati quasi tutti i ghiacciai della Terra

La ricerca, a detta degli scienziati, è la più completa sviluppata finora. Il modello scelto valuta i dati di tutti i ghiacciai presenti sulla Terra, più di 200.000, e consente di valutare tutte le proiezioni di aumento della temperatura globale, dalle più moderate a quelle più estreme.

Si tratta sempre di un modello suscettibile di errore, ma la crescente potenza dei supercomputer e la sempre maggiore mole di dati che questi possono analizzare, sicuramente contribuiscono a ridurne il margine.

Lo scioglimento dei ghiacciai, anche secondo le previsioni più rosee, avrà conseguenze enormi per miliardi di persone che dipendono da questi per l’acqua potabile, oltre alle inevitabili problematiche per chi vive lungo le coste (che saranno colpite da un aumento del livello del mare tra i 9 e i 15 centimetri).

Poche speranze di miglioramento

Attualmente si prevede che, al 2100, le temperature saliranno di 2,7°C, ma con il conflitto in Ucraina e la successiva crisi energetica, quasi tutti i Paesi hanno messo in soffitta i piani di riduzione delle emissioni: un errore che, se non corretto, porterà le temperature ben oltre questa soglia.

Almeno una certezza, anche se spiacevole: i ghiacciai si adattano lentamente al cambiamento delle condizioni ambientali. Quindi nulla può ora alterare i processi già in moto, né una cessazione immediata delle emissioni, né, come sembra più probabile, un ennesimo peggioramento.

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