Il Napoli torna a vincere e ritrova la strada

Updated 2023/04/08 at 12:27 AM
6 Minuti per la lettura

Calma, piedi saldi a terra e mentalità vincente, serviva questo al Napoli per tornare a vincere. Per non perdere di vista l’obiettivo che nessuno nomina ma tutti danno per scontato

La sosta per le Nazionali è sempre un’arma a doppio taglio, una scommessa a volte perdente. Il Napoli senza Victor Osimhen è apparso disorientato e orfano di quella determinazione che ha caratterizzato fino ad oggi il Campionato. Quanto non accaduto dopo la sosta dei Mondiali, ha segnato una mezza involuzione per la squadra che ha sbalordito chiunque.

La partita di stasera contro il Lecce poteva sembrare una sfida semplice, ma i pugliesi hanno messo in difficoltà un po’ tutti quest’anno: poteva essere una trappola, poteva segnare un punto di svolta negativo per i ragazzi di Spalletti. Ma così non è stato.

Il Lecce ci ha dato filo da torcere

La prima occasione pugliese è arrivata a neanche dieci minuti dal fischio d’inizio. L’intenzione era chiara: prendere un gol avrebbe fatto vacillare ulteriormente le certezze azzurre. Ma Meret ha steso la manona e indicato la strada, da quel momento in poi il Napoli si è proiettato in avanti barcollando ma senza mai mollare. Al 18′ ci ha pensato Capitan Di Lorenzo a portare in vantaggio la squadra: al suo terzo gol in maglia azzurra stasera ha lottato come un leone su ogni pallone. La sua presenza fissa in area avversaria ha fatto pensare ad un cambio di ruolo.

Perchè la mancanza di una vera punta centrale stasera si è sentita tanto. Vero è che nella prima parte di Campionato l’asse Raspadori – Simeone – Kvaratskhelia non aveva fatto sentire troppo la mancanza di Osimhen. Ma da troppe partite il suo peso specifico ha direzionato la manovra del Napoli, da solo fa densità in area e nel resto del campo per il suo apporto difensivo.

Saracinesca difensiva, disordine a centrocampo

Stasera sembrava che tutti dovessero correre avanti per segnare, quello che si percepisce è una frettolosa ricerca di densità in area avversaria con l’unico risultato di una manovra confusa a centrocampo. Con il Lecce che giocava alto, pressando e limitando gli spazi, il palleggio del Napoli ha perso spesso efficacia. Dal primo minuto in campo, Raspadori si è sacrificato in un ruolo che non gli è propriamente congeniale, e sono stati pochi, troppo pochi, i palloni sfruttabili arrivati avanti.

Praticamente solo e sempre accerchiato, Lobotka non è riuscito a manovrare il reparto di centrocampo come al solito. Ultimamente si rileva anche una certa imprecisione insistita di Anguissa che non è al suo livello migliore.

Mini turn over in attesa della Champions, tegola Simeone

Il pareggio del Lecce arriva nei primi minuti della ripresa, tutto da rifare per gli azzurri alla ricerca della vittoria. Ma il Napoli non si abbatte e il suo forcing insistito ha portato il Lecce all’errore. Al 19′ del secondo tempo Gallo, per deviare un cross in area di Mario Rui, ribatte verso Falcone che si lascia scivolare la sfera tra le mani. Alla fine l’autogol leccese definisce il risultato, per quanto il Napoli abbia continuato ad attaccare senza sosta.

Oltre a Raspadori per l’assenza di Osimhen, in campo dal primo minuto anche Elmas al posto di Zielinski e Lozano per Politano. I cambi di Spalletti, tesi ad alleggerire il carico in vista della doppia sfida di Champions League, non hanno cambiato l’assetto in campo. Da segnalare l’entrata e l’uscita dopo pochi minuti di Giovanni Simeone che ha sentito un risentimento alla coscia destra. Ancora non è chiara l’entità dell’infortunio, per cui si aspettano gli esami strumentali.

Ne mancano 4, ma ci sono anche i quarti

Mancano 4 vittorie per la matematica vittoria dello Scudetto, ancora 4 finali da giocare. Ma c’è da onorare la Champions League e chi pensava che il Milan ai sorteggi fosse il male minore sicuramente sbagliava. Domenica scorsa i rossoneri hanno giocato approfittando di ogni piccolo errore azzurro, hanno giocato per orgoglio e ci hanno messo in totale difficoltà, travolgendoci senza pietà.

In coppa faranno la stessa cosa, forse anche di più, ma il Napoli può e deve ripartire proprio dagli errori commessi.

Le nostre pagelle

Meret 6,5;

Di Lorenzo 7,5;

Rrahmani 6,5;

Kim 6,5;

Mario Rui 6 (49′ st Olivera sv);

Anguissa 6;

Lobotka 6;

Elmas 6;

Lozano 6 (21′ st Ndombele 6);

Raspadori 6 (21′ st Simeone sv e 38′ st Politano sv);

Kvaratskhelia 6 (49′ st Zerbin sv). 

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