Napoli

Il Napoli saluta il 2022: le 5 partite top di quest’anno

Gennaro Alvino 31/12/2022
Updated 2023/01/01 at 3:00 AM
12 Minuti per la lettura

Proviamo a racchiudere in una ipotetica classifica
le cinque migliori partite del Napoli
dell’anno che si conclude

Come ogni cosa umana destinata a finire, siamo pronti già con le bottiglie a salutare il 2022 per far spazio al nuovo anno. Sarebbe però ingeneroso relegare questa intera annata ad un paio di semplici righe dimenticando quante lacrime quest’anno sono state versate e quanti sorrisi, invece, è stato capace di donarci questo 2022. Teniamoci stretti allora tutti gli abbracci, tutte le urla, tutti i baci che come un sole al tramonto vanno via lasciando però sempre un piccolo ricordo oltre l’orizzonte. Teniamoci stretto ogni ricordo ed ogni parola che, seppur minuscola, ci riempie ancora la bocca ed il cuore. Teniamoci strette le piccole soddisfazioni, quelle insignificanti e passeggere, capaci di regalarci un sorriso in una giornata di ombre.

Teniamoci ancora più strette le piccole cose che, seppur piccole, riescono a schiarire la voce dopo ogni pianto. Un uomo una volta disse: «il calcio è la cosa più importante delle cose meno importanti». Ed è forse vero, soprattutto in una città come Napoli che vive il calcio in modo viscerale: una vera e propria fede. Sarà perché per questa città è passata la più grande manifestazione di calcio in terra, la forma che si fa materia elevando un gioco al cielo con indosso la maglia numero 10. Sarà che forse la città di Napoli ha da sempre una passione per le cose meno importanti, quasi da renderle alle volte più importanti di quelle fondamentali ed essenziali.

Il 2022 calcistico del Napoli è stato di certo un tornado di emozioni: dal sogno scudetto prima assaporato ma poi piano piano svanito fino alla disfatta di Empoli; fino alla rinascita nel segno di Spalletti e Giuntoli che hanno saputo ricostruire dalle macerie una squadra oggi capace di chiudere l’anno a +8 dal Milan secondo in classifica. Per ricordare l’ennesimo anno calcistico targato Spalletti ripercorriamo allora le migliori cinque partite disputate in quest’anno solare dagli azzurri.

5° POSTO: NAPOLI-SASSUOLO (6-1)

Un sorriso amaro lungo la stagione 2021/2022: una vittoria netta contro un ottimo avversario arrivata però troppo tardi. Negli occhi degli azzurri è ancora vivido il ricordo della sconfitta contro l’Empoli arrivata solo 6 giorni prima. Il Napoli scende in campo consapevole di non avere più aspettative verso la corsa al primo posto lasciando il guanto alle due milanesi.

Nonostante la grande delusione gli azzurri non vogliono chiudere la stagione con le facce appese e sfoderano contro il povero Sassuolo una prestazione maiuscola, seppur inutile. Apre subito le marcature Koulibaly, colonna azzurra al quale poi segue Osimhen, Lozano e due volte Mertens. Nel finale a rendere il risultato ancora più rotondo è la rete di Rrhamani che umilia il povero Sassuolo che prova ugualmente ad alzare la testa al minuto 87 con la rete di Maxime Lopez valida solo per il morale. Una grande vittoria che forse peggiora solo il morale: dove sarebbe potuta arrivare quella squadra?

4° POSTO: LAZIO-NAPOLI (1-2)

È una nuova stagione e nonostante la grande partenza contro Verona e Monza, il Napoli arriva da due pareggi consecutivi contro Fiorentina e Lecce. Sembra l’anteprima dell’ennesima stagione napoletana: una squadra dalle enormi potenzialità mai pronta realmente a fare quel passo in più. Eppure quest’anno, ai nastri di partenza, nessuno ha reali aspettative verso la squadra di Luciano Spalletti. Una squadra totalmente distrutta, orfana dei principali assi portanti e ricostruita da giocatori talentuosi all’apparenza ancora acerbi ed inesperti. Nemmeno la partenza contro la Lazio sembra presagire nulla di buono: è solo il quarto minuto e la squadra di Sarri subito passa in vantaggio grazie alla rete di Zaccagni.

Scatta allora qui qualcosa nei giocatori azzurri che decidono tutti insieme di rialzarsi, tendersi la mano e, tutti insieme, dare un segnale forte al mondo intero. A pareggiare i conti è Kim Min-Jae, roccioso difensore prelevato dal Fenerbahçe con l’ingrato compito di sostituire un certo Kalidou Koulibaly. Contro ogni pronostico il muro coreano regge e stupisce tutti per attenzione e intensità rendendo la difesa azzurra un vero e proprio fortino. A ribaltare il risultato ci pensa però il giocatore che è diventato simbolo della rinascita napoletana. La rivoluzione azzurra parte da Kvincha Kvaratskhelia, talento georgiano che completa la rimonta e fa capire che quest’anno si fa sul serio. Il Napoli c’è ed è forte, molto forte.

3° POSTO: MILAN-NAPOLI (1-2)

Questa partita segna probabilmente il salto di qualità del Napoli, una vittoria nata grazie ad una nuova mentalità, un collettivo che ora non è più sorretto solo dai singoli ma vince di squadra. Tutti insieme. Alla vigilia di San Gennaro, il Napoli si presenta a San Siro per sfidare il Milan campione in carica e grande favorito per la vittoria finale. Entrambe le squadre presentano però pesantissime assenze: il Napoli è ormai orfano di Victor Osimhen, infortunatosi durante il match contro il Liverpool e destinato a stare fuori ancora per un bel po’; dall’altro lato i rossoneri sono costretti a fare a meno di Leao, out per squalifica. Al centro dell’attacco azzurro c’è Raspadori che, seppur poco appariscente, aiuta il gioco dei suoi favorendo la manovra offensiva azzurra.

A fare ancora una volta la differenza è sempre Kvaratskhelia che si invola in area e guadagna un calcio di rigore trasformato da Politano. Il Milan però non è un avversario qualunque e subito trova la rete grazie al genio di Giroud. A fare la differenza nel Napoli è però il collettivo e allora entra dalla panchina Gio Simeone che decide di salire in cattedra per la vittoria azzurra. Prende il pallone, lo difende, lo scarica verso Mario Rui e subito si fa trovare pronto in area per colpire di testa la rete che vale il nuovo vantaggio del Napoli. Una vittoria di maturità. Una vittoria che è un segno. Una vittoria che negli anni passati non sarebbe mai arrivata. Una vittoria che fa sognare il popolo napoletano.

2° POSTO: AJAX-NAPOLI (1-6)

È un Napoli diverso, forte, giovane, divertente. Un Napoli che sorprende tutti anche in Europa. La formazione di Luciano Spalletti si presenta come perfetta outsider, quella squadra che non ti aspetti eppure si ritrova da un giorno all’altro ad essere infermabile. Lo sa bene l’Ajax che, conscio della recente sconfitta del Liverpool al Diego Armando Maradona, decide di andarci cauto contro il Napoli. Tutto inutile. Nonostante l’iniziale vantaggio segnato da Kudus, i Lancieri si ritrovano improvvisamente travolti dalla marea napoletana che sconvolge ogni schema olandese alla Cruijff Arena.

Subito Raspadori rimette in pari il risultato poi subito ribaltato dal capitano Giovanni Di Lorenzo. Seguiranno poi le reti di Zielinski, ancora Raspadori e Kvaratskhelia che, nonostante gli acciacchi dovuta ad una vera e propria caccia all’uomo, segna la quinta rete azzurra. Nel finale c’è gioia anche per Simeone che, entrato dalla panchina, conferma il suo ottimo feeling con la Coppa dalle grande orecchie. L’Ajax si ritrova a doversi leccare le ferite in quella che è la più pesante sconfitta in casa della squadra in una competizione europea. Il Napoli si conferma inarrestabile, è uno schiacciasassi che nemmeno la storia ed il gioco dell’Ajax ha saputo arginare. Il Napoli è cresciuto ed il suo urlo terrorizza l’Europa.

1° POSTO: NAPOLI-LIVERPOOL (4-1)

La definizione di partita perfetta. Una partita che fa, ancora oggi, rabbrividire i tifosi napoletani ancora increduli. Allo stadio Diego Armando Maradona di Napoli arriva il Liverpool di Jurgen Klopp, una delle più forti squadre al mondo. Il Napoli è ormai abbastanza consapevole della propria forza grazie ai risultati maturati in campionato ma in Europa si fa un altro gioco. In Champions è un’altra cosa. A pochi minuti dal rischio d’inizio gli azzurri si portano subito in vantaggio grazie ad una rete di Zielinski.

La gioia è tanta ma i tifosi allo stadio restano cauti conoscendo le potenzialità dei reds e temendo una possibile risposta inglese. La risposta però non arriva, o meglio: il Napoli non concede nessuna controffensiva a Salah e compagni che non possono fare altro che correre dietro ai giocatori azzurri e cercare, con qualche fallo, di togliere la palla a quel demonio georgiano con la maglia 77. Al minuto 17 arriva un rigore per il Napoli che però Osimhen fallisce lasciando il risultato invariato. Una decina di minuti dopo è un’ottima incursione di Anguissa a bucare la difesa inglese e regalare il raddoppio al Napoli. Pochi minuti dopo arriva però l’infortunio di Osimhen che lo costringe ad uscire dal campo ed al suo posto subito entra Giovanni Simeone.

Quella di far entrare l’argentino si rivela un’ottima intuizione perché pochi secondi dopo segna la terza rete del Napoli e subito scoppia a piangere per l’emozione. Qualche tifoso forse piange con lui per la stessa emozione. Nel secondo tempo non cambia la musica e ancora Zielinski chiude segnando il trionfo azzurro e regalando una serata da sogno a tutta la città di Napoli che nemmeno la rete di Luis Diaz può minimamente scalfire. Il risultato è incredibile: il Napoli batte il Liverpool per 4-1. Incredibile. La squadra inizia piano a cancellare con la gomma i contorni della realtà rendendo difficile percepire il distacco fra ciò che e ciò che non è. Fra il vero ed il sogno.

E tutto ciò è proprio un sogno. Il Napoli è riuscito in questo 2022 a regalarci un sogno e noi, con tutto il cuore, speriamo che questo sogno possa continuare anche nel 2023.

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