Il mondo dello spettacolo chiede aiuto

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L’emergenza sanitaria da Coronavirus ha ormai messo in ginocchio il mondo intero.

Tra i settori più colpiti c’è quello della cultura e degli spettacoli dal vivo, poiché, i provvedimenti cautelativi hanno determinato la chiusura di teatri, cinema e locali. Infatti, sono innumerevoli le cancellazioni e i rinvii degli spettacoli e dei concerti in programma.

L’artista è abbandonato a se stesso.

“Non si muore di virus, si muore di fame”, una battuta senza dubbio macabra, ma con la quale una attrice anonima voleva cercare di riassume drasticamente la condizione in cui, i teatranti, commedianti, musicanti e tecnici, stanno vivendo questo periodo difficile. È doveroso ricordare che dietro gli attori e i performer ci sono tutti professionisti altamente specializzati e invisibili; come i tecnici del suono, i tecnici delle luci e gli attrezzisti.

In molti si sono mobilitati per cercare di aiutare questo settore in crisi che conta un danno da milioni di euro.

Il cantautore Francesco De Gregori si schiera con tutta quella manovalanza che si occupa della preparazione dei concerti e con tutte le categorie che sono meno sindacalizzate e quindi poco protette. Criticando anche l’Italia che, diversamente dal resto d’Europa, non riconosce l’essere musicista come una vera e propria professione.

Un importante progetto, nato a Salerno da un’idea di Raffaele Vitale, è l’Associazione Service Campani, creata proprio per stilare un piano d’azione collettivo e condiviso per uscire dal dimenticatoio. L’obiettivo finale sarà probabilmente la costituzione di un sindacato. Il sostegno arriva anche da noti artisti, attori, scrittori e pensatori che con grande disponibilità hanno aderito all’iniziativa #STAYmONday, tenutasi nella giornata di Pasquetta.

Il sostegno sui social

Il trombettista Fresu ha chiamato a raccolta non solo il mondo dello jazz, ma anche tutti i professionisti del settore musicale e gli appassionati per un’importante iniziativa: la petizione #velesuoniamo lanciata, insieme ad Ada Montellanico (artista e Presidente IJVAS – Associazione Il Jazz va a Scuola) e Simone Graziano (Artista e Presidente MIDJ- Associazione Musicisti italiani di Jazz) per chiedere al governo non solo di proteggere la categoria ma anche di rivalutare un settore messo in disparte.

di Martina Cotumaccio

 

 

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