Il mondo del calcio in lutto: è morto Sinisa Mihajlovic

Pasquale Di Sauro 16/12/2022
Updated 2022/12/16 at 5:28 PM
4 Minuti per la lettura

L’ex calciatore e allenatore si è spento a 53 anni a causa della leucemia. Lo ha reso noto la famiglia.

Nel luglio 2019 l’annuncio della malattia: “La batterò giocando all’attacco”

Sinisa Mihajlovic non ce l’ha fatta. Ha combattuto per tre anni e mezzo non rinunciando a continuare a vivere e a lottare come se niente fosse , come se la malattia, che lui stesso ha annunciato in una conferenza stampa di inizio luglio 2019, fosse soltanto una cattiva compagnia ma che mai avrebbe potuto intralciare il suo cammino, il suo lavoro, la sua esistenza dentro e fuori dal campo.

Classe 1969. Mihajlovic comincia la sua carriere da calciatore al Borovo e al Vojvodina, esperienze che hanno spinto la Stella Rossa a portarlo a Belgrado dove si è messo subito in luce per la sua grinta e la sua determinazione fuori dal comune. Da esterno sinistro tutta fascia ha conquistato due campionati jugoslavi (dopo quello vinto al Vojvodina), una Coppa dei Campioni e una Coppa Intercontinentale.

L’arrivo in Italia

Nel 1992 la Roma decide di portarlo in Serie A. In giallorosso resta due stagioni prima di trasferirsi alla Sampdoria dove Eriksson lo trasforma in difensore centrale, ruolo che farà esplodere il serbo definitivamente nel ciclo laziale: in sei anni uno scudetto, due Coppe Italia, altrettante Supercoppe nazionali, una europea e una Coppa delle Coppe. Roberto Mancini nel 2004 lo vuole all’Inter dove chiude la carriera da giocatore vincendo un altro scudetto, due Coppe Italia e una Supercoppa italiana. Una carriera straordinaria condita da più di 100 gol, compresi quelli nella nazionale jugoslava (poi Serbia-Montenegro), grazie a al suo sinistro da fermo diventato leggenda, indimenticabile la tripletta su punizione alla Samp nel ’98.

La carriera da allenatore

Nel 2006 Mihajlovic si ritira dal calcio giocato. Diventa allenatore in seconda all’Inter al fianco di Roberto Mancini. Da tecnico parte dal Bologna nel 2008, per poi sedere sulle panchine di Catania e Fiorentina, nazionale serba, Sampdoria, Milan, Torino. Durante la lunga carriera, anche 9 giorni complicati allo Sporting Lisbona e poi il ritorno a Bologna, dove sostituisce Pippo Inzaghi e dove, all’inizio della stagione 2019/20, annuncia in conferenza stampa di combattere la leucemia.

La malattia

Il 29 ottobre 2019 il trapianto di midollo osseo al Sant’Orsola di Bologna. Il 25 agosto, ancora in cura presso e dopo 44 giorni di ricovero, torna a sorpresa a sedersi in panchina nella gara d’esordio di campionato in casa davanti al proprio pubblico. Il 6 settembre 2022 viene esonerato non per demeriti sportivi ma per permettergli di concentrarsi esclusivamente sulla battaglia più importante. Era ricoverato da domenica 11 dicembre presso la clinica Paideia. Oggi l’annuncio della famiglia che ha spento anche l’ultima speranza.

Il comunicato della famiglia: “Morte ingiusta e prematura di un uomo esemplare”

“La moglie Arianna, con i figli Viktorija, Virginia, Miroslav, Dusan e Nikolas, la nipotina Violante, la mamma Vikyorija e il fratello Drazen, nel dolore comunicano la morte ingiusta e prematura del marito, padre, figlio e fratello esemplare, Sinisa Mihajlovic. Uomo unico, professionista straordinario, disponibile e buono con tutti. Coraggiosamente ha lottato contro una orribile malattia. Ringraziamo i medici e le infermiere che lo hanno seguito in questi anni, con amore e rispetto, in particolare la dottoressa Francesca Bonifazi, il dottor Antonio Curti, il Prof. Alessandro Rambaldi, e il Dott. Luca Marchetti. Sinisa resterà sempre con noi. Vivo con tutto l’amore che ci ha regalato”

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