Il MANN presenta l’Advisory Board

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Il MANN Museo Archeologico di Napoli con il Direttore Paolo Giulierini ha presentato al pubblico e alla stampa l’Advisory Board, il Comitato Scientifico, costituito da un parterre di 7 napoletani illustri, presieduto da Mirella Stampa Barracco, Presidente e fondatrice nel 1984 della Fondazione Napoli Novantanove.

La squadra è formata da top manager di respiro internazionale, tra cui: Rosario Bifulco, ingegnere meccanico e vice presidente di Clessidra SGR e di Pierrel; Mariangela Contursi, esperta di trasferimento tecnologico e di internazionalizzazione di impresa e Direttore di Campania NewStel; Vincenzo D’Aniello, dottore commercialista, revisore contabile e perito tecnico presso il Tribunale di Milano; Federico Imbert, Managing Directing di Credit Suisse e membro del consiglio di amministrazione del Museo Poldi Pezzoli di Milano; Riccardo Maria Monti, Amministratore delegato di Triboo azienda di servizi digitali e e-commerce e dal 2020 Presidente dell’associazione Italia-Emirati Arabi Uniti; Marco Salvatore, esperto di ricerca e di diagnostica per immagini e fondatore nel 2009 del “Sabato delle idee”.

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I Manager scelti sono tutti esperti di meccanismi di finanziamento e di internazionalizzazione, e avranno come obiettivo quello di contribuire alla raccolta fondi, al miglioramento delle strategie di finanziamento privato, di crowdfunding, di sponsorizzazioni culturali, con forme di sostegno anche tramite l’Artbonus, allo sviluppo di branding e co-branding. Il senso sarà quello di trasformare il MANN in un vero e proprio marchio e in un Museo di successo nel mondo, rafforzandolo con soluzioni innovative ed elevandolo a “motore della città di Napoli”. Il Comitato dovrà formulare proposte significative e fare in modo che i visitatori delle opere del MANN all’estero, tornino a visitare il MANN e la città di Napoli. In conferenza il Direttore Giulierini allarga il giro anche all’aspetto urbanistico della zona, con la Galleria Principe di Napoli e Piazza Cavour, oggi in situazione di degrado e di necessario recupero. Si parla anche del Palazzo Fuga, il Real Albergo dei Poveri, nel quale si immagina di realizzare un Lincoln Center, alla stregua di quello newyorkese.

Il MANN ha varato il nuovo Piano Strategico quadriennale con programmazione 2020-2023, e si propone dunque, di raggiungere livelli e reti sempre più internazionali. Il Direttore Gulierini spiega in conferenza che Napoli dovrà ancora crescere in termini di cultura, dovrà fare rete, con le università, con i trasporti e con le istituzioni. Il MANN espone con orgoglio i numeri dell’autonomia. In questi anni, dal 2014 al 2019, i visitatori sono passati dal 2014 al 2019 da 280 a 700 mila, con 4 milioni di incasso; inoltre, il Museo si è aperto ai prestiti e alle mostre all’estero. Ad oggi il Museo Archeologico di Napoli è il massimo prestatore di materiale archeologico del MIBAC, impegnato in accordi culturali con il Getty, il Museo del Prado, l’Ermitage, il Museo Nazionale di Tokyo, inserito in rete con i musei borbonici campani ed internazionali. Con la riapertura della sezione della Magna Grecia nel 2019 il MANN è diventato punto di riferimento del sistema museale del Mezzogiorno italiano. L’evoluzione è passata attraverso la legge Ronchey del 1993, per giungere fino alla più recente riforma Franceschini del 2019, che ha permesso ai musei di ottenere una maggiore autonomia finanziaria- ricorda con il suo intervento in conferenza Stefania Saviano, segretario amministrativo del MANN – con finanziamenti ed autofinanziamenti. La strada è dunque aperta e la riforma potrebbe rilanciare le regioni meridionali attraverso l’attività dei musei, aumentando e aprendo nuove possibilità di flussi turistici su tutto il Paese.

Il MANN nel 2019 ha riaperto i due giardini principali, il Giardino delle Camelie e il Giardino delle Fontane, e si appresta il 30 giugno a riaprire il Giardino della Vannella, terzo giardino storico. Si pone, infine, l’obiettivo ambizioso di riaprire l’ala occidentale posta al piano terra del Museo, l’area più antica dell’edificio che fino al 1975 è stata destinata alla ricchissima collezione scultorea del Museo di Napoli, e che oggi è sede del cantiere. Qui ritroveranno sistemazione permanente sculture in marmo e bronzo della Campania antica, dell’area vesuviana e dell’area flegrea, con capolavori come la Quadriga di Ercolano, gruppo in bronzo di età imperiale, al momento in fase di restauro, estratto in età borbonica in frammenti, ed ora in ricomposizione dopo lo studio in 3D.

di Mina Grasso
TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°203
MARZO 2020

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