Il mandante dell’omicidio di don Peppe Diana scarcerato per gravi condizioni di salute

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La reazione dei cittadini: “Ora ci faccia conoscere la verità” 

San Cipriano d’Aversa – 02 agosto 2021. “Il nostro vuole essere un accorato appello rivolto a Nunzio De Falco perché sia fatta “piena luce” sull’uccisione di Don Peppe Diana”. È questo in sintesi la richiesta avanzata e sottoscritta da alcuni cittadini del territorio che si sono sentiti in dovere di prendere una posizione dopo che il mandante dell’omicidio di don Peppe Diana – il parroco anticamorra di Casal di Principe ucciso nel 1994 mentre si preparava a dire messa – è stato scarcerato, perché in gravi condizioni di salute.

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Insomma un’esortazione affinché dica alla famiglia, agli amici, al popolo di Don Peppe perché ne ordinò la morte. Ricordiamo che lo stesso De Falco, 71 anni, condannato a due ergastoli, era detenuto nel carcere di massima sicurezza di Sassari ma il tribunale di sorveglianza ne ha autorizzato il rientro a casa, a Villa Literno, nel Casertano e proprio ciò ha fatto riunire alcuni cittadini tra cui Augusto Di Meo – già testimone di Giustizia per l’omicidio di Don Peppe – che hanno sottoscritto un documento racchiuso nelle seguenti righe:

Nunzio, come tuoi compaesani, abbiamo patito il dolore di ‘tante famiglie che hanno visto i loro figli finire vittime e mandanti delle organizzazioni criminali’. Abbiamo sofferto e pagato duramente lo strapotere camorristico ad ogni livello. Il vostro agire non ha risparmiato nessuno, neanche don Peppe Diana, sacerdote e parroco della Parrocchia di San Nicola di Bari a Casal di Principe. Ti sei sempre professato innocente ma la legge ti ha condannato come ‘mandante’ di questa uccisione. Dopo 27 anni, crediamo che per te sia giunto il momento di farci conoscere la VERITA’. La devi alla famiglia, alla Chiesa, agli Amici che non l’hanno dimenticato a distanza di anni; la devi al territorio tutto, dove il ricordo di don Peppe è più vivo che mai. Quindi ti chiediamo di fare piena luce quell’episodio prima di lasciare questo mondo. Non portarti nella tomba questo segreto! Te lo chiediamo come estremo ‘gesto di carità’ verso il tuo paese natio ed il suo popolo”.

Il documento è stato sottoscritto dai cittadini: Nicola Alfiero – Marisa Diana (Cugina di don Peppe Diana) – Alfonso Reccia – Augusto di Meo – Carlo della Corte – Carmine D’Aniello e tanti altri che si stanno aggiungendo.

di Antonio Di Lauro

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