Il magistrato Maresca: “Momento drammatico, ora lo Stato usi rigore assoluto”

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Ho speso tutta la vita a predicare il rispetto delle regole. E ora che mi assale una certa ansia leggendo notizie e vedendo scene imbarazzanti, mi rimbombano nella testa le tante lezioni sulla legalità fatte ai ragazzi delle scuole di frontiera, in trincea. Perché esistono le regole e perché conviene rispettarle. Sì, conviene rispettarle! Non solo perché è obbligatorio, ma proprio perché è utile, è conveniente per tutti. Oggi drammaticamente stiamo assistendo alla fiera dell’illegalità, in un ambito, quello della salute, nel quale non si può scherzare.

Locali serali pieni di gente che se ne fotte allegramente delle più minime precauzioni sanitarie. Gente in quarantena che va a sciare. Detenuti che sfasciano le carceri che li ospitano e i loro familiari che bloccano la circolazione stradale. Gente che assalta treni per sfuggire ai divieti. Sembra che nessuno capisca. O nessuno vuole capire.

Se allora la situazione è seria, come purtroppo è, e tutta la popolazione corre rischi seri, bisogna cambiare rotta. Avete visto che cosa significa abituarsi a non rispettare le regole?
Si è creata una ampia fascia di cialtroneria, difficilmente fronteggiabile in momenti di crisi.

Ecco cosa si rischia ad allevare una generazione disabituata a rispettare le regole e che non riconosce l’Autorità. Oggi tutti devono capire che le regole devono essere rispettate. Per imporle però ci vuole autorevolezza, decisione e forza. I messaggi contraddittori non aiutano. Non è il momento delle polemiche, non c’è spazio per sindacare modi e metodi seguiti. Ma una cosa sembra evidente: la strada del permissivismo, degli inviti ad adottare comportamenti responsabili ha fallito. Non c’è più spazio per la deplorevole tolleranza di atti e comportamenti illeciti. È il momento del rigore.

Divieti senza sanzioni sono solo inutile esercizio di retorica politica. Sicuramente non siamo la Cina, da cui sono arrivate immagini di città militarizzate, ma neanche possiamo fare la figura della Repubblica delle banane dove tutto è consentito anche quando non si può. Su questi temi ed in questi momenti ci vogliono solo rigore assoluto e disciplina ferrea. Solo così possiamo uscirne indenni. Ai ragazzi di Napoli, quelli che seguiamo con l’associazione Arti e Mestieri e ai tanti altri come loro, mi sento di dire: non credete di essere immortali, guardate che non siamo in un videogioco.  Le scuole, i tribunali, i cinema e i teatri sono chiusi non per un bizzarro allarme meteo, ma perché esiste davvero un rischio serio.
Non aspettiamo, come al solito, di vedere prima il morto a terra, ma sforziamoci a ragionare un attimo prima e capire l’importanza del rispetto delle raccomandazioni fornite.

Fonte: Juorno.it

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