Il lato umano di Maradona tra gli scatti di Sergio Siano

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Nella mostraDiego Armando Maradona: il riscatto sociale attraverso lo sport” sono esposte le fotografie realizzate da Sergio Siano nei suoi anni di attività come fotoreporter a bordo campo nello Stadio San Paolo. Operando negli anni ’80 ha avuto, infatti, l’opportunità di vivere a pieno i momenti d’oro del Napoli di Maradona, riuscendo così a collezionare scatti inediti del campione simbolo del calcio partenopeo. L’aspetto chiave che, grazie alla curatrice dell’esposizione Yvonne De Rosa, ha voluto mettere in risalto attraverso le sue fotografie è l’umanità del calciatore argentino, aldilà della sua storia e del suo talento indiscusso.

Perché nel titolo della mostra si parla di “riscatto”?

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«A me piace moltissimo collegare il termine riscatto alla figura di Maradona. È una parola piena di significato in questo contesto: la sua storia parte da un bisogno di riscatto per tanti motivi e sono felicissimo del fatto che si parli di rivalsa anche per quel Maradona che umanamente non è stato troppo apprezzato, perché coperto da altre cose».

Qual è il messaggio sociale dietro la figura di Maradona e dietro questa mostra fotografica?

«Vorrei raccontare un aneddoto per rispondere a questa domanda. Maradona era sempre l’ultimo ad abbandonare il Campo Paradiso, dove si allenava il Napoli, perché sapeva che venivano a vederlo persone che non potevano permettersi di comprare il biglietto per andare allo stadio e assistere alla partita. Per quei pochi, lui faceva delle cose straordinarie e gli regalava lo spettacolo più bello del mondo, dando prova della sua immensa umanità. Ed è proprio tale umanità, che sto toccando ora in questa mostra, a dover emergere».

Che significato ha fare questa esposizione nel Centro Commerciale Jambo1?

«Ritorna sempre il termine riscatto che in questo luogo amplifica il suo significato, essendo, tale centro commerciale, un bene confiscato alla camorra. Sono molto felice di poter condividere qui gli anni migliori di Maradona, molto più di un museo.
Nei luoghi di aggregazione, infatti, c’è una maggiore possibilità di condivisione».

informareonline-il-lato-umano-di-maradona-tra-gli-scatti-di-sergio-sianoSul piano artistico, come hanno colto le sue fotografie questo riscatto nel volto del calciatore?

«Credo di aver ripreso la sua umanità soprattutto nel Campo Paradiso, dove lui era sé stesso ed era un uomo libero con il suo Dio, ovvero la palla. Questa sua intimità, alle volte anche commovente, era possibile coglierla maggiormente in quei momenti. Credo che in questo percorso espositivo, dove ci sono tantissimi di questi scatti, riesca ad emergere un Maradona campione anche umanamente».

Questa mostra a che punto arriva della sua carriera da fotografo? Quanto orgoglio c’è?

«Tantissimo, sono immensamente felice di condividere queste fotografie con il pubblico. Questa mostra arriva in un momento speciale, ma non mi piace pensare ad un punto d’arrivo, bensì ad una partenza soprattutto verso più mostre fotografiche in luoghi di aggregazione e non solo in circuiti chiusi. Fondamentale in questo discorso è stato anche l’aiuto di Yvonne De Rosa: se questa mostra è straordinaria il merito è suo che ha costruito tutto, facendo un fantastico lavoro».

Tra le sale dell’esposizione si ripercorrono le gesta del genio calcistico, le sue debolezze, i suoi punti di forza e l’effetto che ha avuto sul popolo che lo ha accolto a braccia aperte. È un percorso emozionale tra i ricordi di quanto Maradona ha fatto per il mondo sportivo, per la città di Napoli e per tutti i tifosi.

di Silvia De Martino

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N° 220 – AGOSTO 2021

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