Il lato oscuro di Instagram e l’inchiesta del Wall Street Journal

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Inchiesta del WSJ su Facebook: “Effetti negativi di Instagram sugli adolescenti”

Forse non ci voleva un’inchiesta del Wall Street Journal a dirci che Instagram possa seriamente compromettere la salute mentale dei suoi utenti. In particolar modo, sembrerebbero le ragazze le più esposte a disturbi alimentari e alla depressione. Il Wall Street Journal, in possesso dei risultati di alcuni studi condotti in gran segreto dall’azienda di Mark Zuckerberg, rivela che Facebook sarebbe a conoscenza degli effetti che Instagram ha sulla salute mentale delle ragazze adolescenti. Ma non fa nulla per rimediare.

Dicevamo che forse non serviva il Wall Street Journal a farci aprire gli occhi su questo argomento. Quotidianamente, infatti, subiamo e notiamo il lato oscuro di Instagram e dei social networks in generale. Effetti che impattano direttamente sulla nostra psiche, rendendoci vittime dei meccanismi perversi che questi social possono creare. Una realtà con cui, prima o poi, dovremmo fare i conti. Il social delle foto marchiato Facebook, abbellito dai mille filtri a disposizione, pare abbia effetti devastanti sulla psiche di molte teenagers. Secondo le ricerche, commissionate dalla stessa società di Mark Zuckerberg, una ragazza su tre in possesso di un account Instagram sviluppa disturbi di percezione del proprio corpo. Tutti i gruppi analizzati, hanno accusato spontaneamente il social di provocare angoscia e un aumento delle tendenze depressive.

Influencer e dipendenza dai social

Instagram si è trasformato con il passare del tempo in un covo di influencer realizzati o falliti. Chiariamo: non c’è niente di male nel consigliare un prodotto, un luogo da visitare o un outfit. Anzi, in questo, c’è del lavoro nobile ed economicamente interessante. Il problema sta nel dare visibilità a chi propone contenuti al limite della legalità, spinti e sostenuti da utenti spesso minorenni, con tutte le conseguenze del caso. La figura dell’influencer ha la capacità di influenzare i comportamenti e le scelte di un determinato gruppo di utenti. Il lavoro dell’influencer è diventato la massima aspirazione lavorativa dei nostri tempi, ma porta con sé dei disagi e delle dipendenze che, mai come negli ultimi anni, sono aumentate notevolmente. In primis, abbiamo la dipendenza dai social.

Sarebbe riduttivo restringere il quadro del problema solo alla fascia delle teenagers. Ci rendiamo conto che il discorso è allargato anche ai ragazzi di sesso maschile, ma anche agli utenti più âgée. Da questi disturbi e comportamenti depressivi, scaturiscono inevitabilmente degli strascichi nella vita di tutti i giorni, fino ad essere co-responsabili degli innumerevoli episodi d’odio inscenati proprio sulle piattaforme social. Body-shaming, cyberbullismo, hate speech e altre forme di violenza, sono fenomeni esplosi definitivamente con l’avvento dei social, palcoscenico dove mancano ancora delle pene concrete per gli utenti più irrispettosi.

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Montemagno: “Sui social tutti fenomeni. Bisogna premiare i contenuti”

Marco Montemagno, imprenditore digitale che proprio sui social networks ha costruito un suo impero, attraverso un video Tik-Tok esprime una sua opinione: «Non può farti bene un aggeggio che ogni giorno ti fa vedere delle immagini di fenomeni! Ti sembra di aprire Instagram o Tik-Tok e c’è sempre un Thor che è bravo, bello, forte, vince sempre lui. Io non sono Thor e da persona normale mi sentirei un po’ una m***a se, ogni due minuti, tu social, mi proponi dei riferimenti come questi […] Al posto di premiare i soliti contenuti finti, premiamo quelli con un senso logico. Il problema è che la realtà è noiosa e nessuno vuol vederla».

L’imprenditore spiega come una persona con esperienza nei confronti di questi riferimenti pompati e perfetti, potrebbe non essere influenzata quanto un ragazzino/a che, invece, si dimostra ancora fragile e disarmato, vittima ideale di questi esempi distorti. In sintesi, ci sarebbe uno squilibrio grave tra realtà e social, due mondi differenti che collassano su di loro. Il giovane fa fatica a riconoscere quale sia il mondo reale da quello filtrato dai social networks. Un disturbo che porta a conseguenze anche gravi come alienazione e visione alterata della realtà. Effetti che impattano anche sulla percezione del proprio corpo o della stessa esistenza. Dalle ricerche condotte in merito, si evince che oltre il 40% dei giovani sviluppa la percezione di non essere abbastanza attraenti. Il problema pare sia scaturito proprio con l’utilizzo di Instagram. Non mancano anche tendenze suicide. Casi purtroppo riscontrati nei fatti di cronaca.

Il continuo bombardamento del confronto sociale

I risultati sembrano mettere Facebook e Instagram di fronte a un problema delicato. I disagi dei giovanissimi hanno a che fare con il “confronto sociale“. Ovvero l’autovalutazione del proprio valore in relazione alla bellezza, ricchezza e al successo degli altri. Elementi legati al modo in cui funziona Instagram. Un bombardamento basato sul raffronto estetico continuo.

In conclusione, abbiamo il dovere di dire che i social possono anche avere degli effetti positivi. Originariamente, i social, sono nati per avvicinare persone da tutto il mondo. Questa funzione ha aiutato utenti lontani a tenersi in contatto, ha dato la possibilità di creare eventi e occasioni dei aggregazione. Quindi, ancora una volta, il segreto sta tutto nel come usiamo questo strumento. Da come consideriamo e conosciamo tutti gli aspetti negativi e positivi di quest’ultimo. Anche qui, ci vorrebbe una regolamentazione ed una educazione digitale. La scuola e le istituzioni, potrebbero sicuramente riportare la problematica nelle aule, aiutando le nuove generazioni a misurarsi sui social, a conoscere i loro aspetti, insegnando infine come utilizzare in maniera costruttiva questo strumento.

di Gianrenzo Orbassano

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