Il governo italiano ha comprato dieci jet spia hi-tech

L’Italia avrà dieci jet con i sistemi più avanzati d’Europa. Due settimane fa circa, il governo Conte ha presentato un programma che decreta l’acquisto di otto 007 da USA e Israele, in aggiunta ai due già in possesso

Sono dei jet con dei sistemi molto avanzati, in grado di intercettare una singola emissione in un’area molto vasta. L’intelligenza artificiale comunicherà poi i dati a corpi come l’Esercito o la Marina. In questo modo diventano dei veri e propri centri di informazioni. Inoltre, possono agire contro il terrorismo, essendo in grado di riconoscere una specifica voce tra milioni di conversazioni telefoniche. La stima del costo di tutta l’operazione si aggira intorno ai cinque miliardi di euro e la prima tranche è stata di 1.223 milioni di euro. Un singolo velivolo costa invece mezzo miliardo di euro. Altri paesi europei come la Gran Bretagna o la Francia hanno aerei come questi, ma nessuno così tanti come l’Italia.

Il programma e la struttura

Questo tipo di operazione è insolita per la nostra politica estera, che si è sempre tenuta a distanza da una posizione sulla crisi del Mediterraneo. Quando è stata presentata l’operazione, il governo ha fatto leva sulla “trasversalità e imprevedibilità delle future minacce, quella terroristica in primo luogo”. Quindi investimenti a lungo raggio, a detta dell’esecutivo. Ma la procedura d’acquisto incuriosisce, perché degli otto jet acquistati, solo su due saranno applicate le apparecchiature elettroniche previste. Quindi, in questo modo, i 1.223 milioni di euro stanziati serviranno solo per sei aerei “vuoti” e solo due “pieni”.

In generale però, gli otto bireattori Gulfstream G-550 saranno comprati tutti negli USA; in seguito saranno poi saranno modificati dall’azienda israeliana Elta. Inoltre, poiché non sono prodotti nazionali, il governo si è assicurato il coinvolgimento di ditte italiane nella costruzione di componenti o nella negoziazione di contropartite. La ditta italiana che dovrebbe beneficiarne di più è il gruppo Leonardo, di cui va ricordato che il suo maggior azionista è il Ministero dell’economia e delle finanze italiano con una quota del 30%.

Il parlamento e la conferma dell’operazione

I parlamentari hanno fatto molte domande riguardo le radici dell’operazione dopo la presentazione del programma di Nicolò Falsaperna, direttore nazionale degli armamenti. Deputati e senatori dovranno esprimere il loro parere entro il sei di gennaio. La Commissione Bilancio invece, comunicherà le sue osservazioni entro Natale. Va sottolineato il comportamento del Movimento Cinque Stelle, attivo sostenitore di questa operazione, contrariamente al passato.

di Federico Fiore

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