Il governo francese annuncia: STOP al calcio. Nessuna ripresa, almeno fino a settembre

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È di oggi la notizia che il governo francese avrebbe preso una netta posizione nei confronti del calcio. Nessuna ripresa almeno fino a settembre

Mentre in Italia il Governo, la FIGC e le Commissioni mediche si palleggiano la decisione, in Francia il Ministro Edouard Philippe ha annunciato lo stop al calcio. Secondo il governo francese, sono troppi i rischi legati a questi eventi sportivi: non si parla sono degli atleti in campo. Una partita di calcio mobilita decine di persone anche quando si svolge a porte chiuse. Il calcio viene dunque escluso dal piano di ripresa delle attività produttive proprio per la complessa gestione che richiede. Le grandi manifestazioni sportive e culturali. Tutti gli eventi che riuniranno più di 5mila partecipanti e che devono essere organizzati in anticipo non potranno avere luogo fino a settembre. La stagione calcistica 2019-20 non potrà riprendere”.

A ratificare la decisione dovrà pensarci la Federazione francese, si dovrà assegnare il titolo e soprattutto stabilire le qualificazioni alle Coppe Europee. Oltre a promozioni e retrocessioni.

Le indicazioni pervenute dal Governo indicano, per il momento, uno stop del calcio fino al prossimo settembre e, di conseguenza, in estate si ripartirà direttamente con la stagione 2020/21, sia in Ligue 1 che in Ligue 2.

Manca ancora l’ufficialità della LFP, ma se tutto venisse confermato quello francese diventerebbe il secondo campionato europeo di primo livello definitivamente sospeso, dopo l’Eredivisie olandese. Ancora sospese le decisioni di Pro League belga e Super League svizzera. Per quanto riguarda il Belgio: già il 2 aprile era stata presa la decisione, che doveva essere ratificata con l’Assemblea Generale, rinviata però due volte anche a seguito delle pressioni della UEFA. Il campionato svizzero è stato il primo a fermarsi e anche in questo caso i club spingono per la chiusura definitiva.

I campionati scozzesi di Championship, League 1 e League 2 sono terminati, e la Premier League si avvia verso lo stop definitivo. La UEFA, pur invitando fortemente le federazioni a portare a termine i campionati, riconosce l’eccezionalità della situazione. E darebbe la possibilità anche a chi non può terminare il campionato di iscrivere le proprie squadre nelle coppe europee.

Per quanto a livello produttivo il calcio sia considerata una voce importante nell’economia di una nazione. Molti governi decidono di fermarsi e dare priorità alla salute di chi col calcio ci lavora. Una presa di coscienza importante per una società matura, dove gli stessi giocatori non si ritengono al di sopra di decisioni prese da esperti del settore. Cosa che invece sta accadendo in Italia, dove qualcuno ritiene il calcio più importante di altri sport e dove gli interessi economici offuscano la ragione.

di Alessandra Criscuolo

 

 

 

 

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