IL GIRO DI FANGO

L'EX CALCIATORE ZVONIMIR BOBAN

Che male c’è, che c è di male. A tirarcelo addosso, da soli, il fango. Chi ama il pallone vede ad ogni suo giro tutte le emozioni, il problema è quando il pallone resta fermo. Avere passione per una tifoseria significa rispettarla e si, anche se non si è primi, puó scoppiare la felicità del risultato. Doveroso, lo chiamano, accorgersi che questa pratica abbia dell’incredibile in tifoserie ormai vigili al disertamento da stadio (vedi Milan, Lazio e Roma nel periodo contestazione). Avventato appare il giro di campo e l’esultanza sotto la curva. È successo ieri sera con Boban in diretta su Sky e altri ancora nelle trasmissioni televisive in cui l’opinione è portata all’estremo diventando flusso mediatico. “Questi festeggiamenti sotto la curva sono esagerati, per me si perde di vista l’obiettivo. Contro l’Inter si poteva anche festeggiare, ma stasera no” ha dichiarato Boban nella trasmissione calcistica di Sky. Come se gli anni della serie cadetta, delle retrocessioni, dei campi di fango e periferia non fossero poi un motivo valido per veder nascere una poesia calcistica all’italiana come lo è oggi il Napoli. La replica più astuta è quella di chi in silenzio sorride leggendo per strada un giornale con queste dichiarazioni, quella di chi sempre ridendo sta pensando: -ora si che facciamo paura!-

About fulvio mele

Fulvio Mele: Ventenne Giornalista Pubblicista da Marzo 2016 e Vicedirettore di Informare da Giugno dello stesso anno.
Diplomatosi al Liceo Scientifico R. Caccioppoli di Napoli.
Laureando in Sociologia (scienze sociali) presso la Facoltà della Federico II.
Entra nell’associazione “Officina Volturno” nell’agosto 2013.
Esordisce come giornalista nel mensile di ottobre 2013, scrivendo una rubrica sui libri, “Leggi che ti passa”.

“Credo che per essere giornalista bisogna essere curioso e andare oltre le cose; credo che la notizia non si crea ma la si racconta entrandoci dentro, aprendola dall’interno; credo che un vero giornalista scrive di emozioni e di storie, soprattutto dà voce a chi voce non ne ha ; credo che essere giornalista sia uno stile di vita”