INTERVISTA. Andrea Settembre, da Napoli alla conquista dell’Italia

Giovanni Iodice 24/01/2023
Updated 2023/01/24 at 11:46 PM
4 Minuti per la lettura

Andrea Settembre è un giovane artista campano. Fin da piccolo ha avuto la passione per il canto con cui esprime il proprio lato artistico. In questi anni è stato protagonista di programmi, serie televisive, eventi live. Nel corso di una intervista rilasciata al nostro Magazine, il giovane cantautore campano ha raccontato il suo percorso musicale, la collaborazione con il suo team di lavoro, il rapporto con la città di Napoli, con la fanbase, la nascita di un singolo musicale. 

Andrea, sei all’interno di un team di professionisti che fa capo all’agenzia “Isola degli Artisti”. Come nasce la collaborazione?

«È nato tutto in maniera molto naturale. Ho avuto la fortuna di incontrare personale dell’agenzia “Isola degli Artisti” di Carlo Avarello che ha da subito creduto in me dandomi la possibilità di lavorare con loro. È stato il primo step di una strada ben immessa. Mi fa assolutamente piacere essere parte della squadra».

Quanto è fondamentale il supporto di un team come quello con cui stai lavorando?

«Sicuramente è fondamentale. Io mi muovo molto, sono molto caotico, mi tengono a bada ma allo stesso tempo mi permettono di essere me stesso a 360°, soprattutto nella musica. Sto lavorando con produttori di “Isola degli Artisti” che mi danno modo di esprimermi al 100%. Permetto, tramite la musica, di far conoscere a chi mi ascolta lati della mia personalità. Credo sia questa la carta vincente del mio progetto».

La musica, in tempo di emergenza sanitaria da Covid-19, si è spostata sui social. Sei pro o contro?

«Io sono assolutamente pro. Credo che la quarantena abbia incrementato l’autosponsorizzazione dei progetti. La quarantena, in particolare, nel mio caso è stata positiva perché è in questo periodo che ho scritto molto, ho messo apposto tante idee, ho scoperto nuove cose di me, ho pensato tanto».

Quanto di Napoli è presente all’interno dei tuoi singoli e del tuo progetto?

«Tanto. Uno dei miei artisti preferiti è Pino Daniele. Mia mamma da piccolissimo mi ha fatto ascoltare la sua musica. Pino è stato il precursore della contaminazione musicale. Mi ha sempre affascinato. Nei miei testi, nelle musiche, nelle melodie c’è Napoli».

In che modo intendi far proseguire il tuo progetto artistico in un mondo musicale in crescita?

«Sembrerà banale ma essendo me stesso al 100% con la mia personalità. Mi presento per quello che sono. Se il mio modo di essere piace, allora va bene».  

Come nasce un tuo pezzo?

«Innanzitutto scrivo quasi sempre di cose che riguardano me. Alcune volte mi piace mettere nei panni di altre persone. Sto scrivendo un pezzo in cui mi sono messo nei panni di una persona che ho potuto ferire. Devo sentire sul mio corpo, sulla mia persona, l’esperienza di vita: il vissuto fa parte della mia ispirazione. Ho idee nella mente prima di scrivere: alcune volte faccio degli ascolti per mettere a fuoco quello che vorrei portare. Mi affido poi al mio produttore e al suo intuito».

Cosa rappresenta per te la tua “fanbase”?

«Sono persone che sostengono la mia musica. Ho un bel rapporto con loro. Spesso mi capita di incontrarle per strada, mi riconoscono, in maniera molto informale parliamo. Mi chiedono consigli, mi piace questo rapporto, giusto, genuino».  

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

«Ho molte cose in cantiere. Mi auguro di poter fare musica nella vita perché è quello che mi piace fare. Mi impegnerò al massimo, sono sicuro che con le persone che ha alle spalle sarò sereno».

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