Lo stupore è il sale della terra

-Escher

Dal 1 novembre 2018 al 22 aprile 2019 il PANPalazzo delle Arti Napoli – ospiterà circa 200 opere di Maurits Cornelis Escher. Amatissimo autore olandese del Novecento, l’esposizione sarà divisa in 8 sezioni: Mauritis Cornelis Escher: gli esordi; Escher, l’Italia e la Campania; Tassellazione; Struttura dello spazio; Metamorfosi; Paradossi geometrici; Lavori su commissione; Eschermania.

Si ripercorrerà la retrospettiva dell’artista dagli esordi da incisore di cultura Art Noveau, fino ai suoi paradossi geometrici, in cui affronta il tema del passaggio dalle due alle tre dimensioni. La sfida è riuscire ad ingannare l’occhio, proponendo una trasmutazione di immagine che lascia il posto a un’altra che deriva dalla prima, in un percorso circolare.

«Escher è un inventore di mondi nei quali l’Impossibile sembra l’unico Possibile. » afferma Gaetano Daniele, Assessore alla Cultura e al Turismo di Napoli. «In lui, grazie alla forza creativa dell’immaginazione, il contraddittorio e l’assurdo coincidono col modo.»

L’unicità di Escher sta nel fornire interpretazioni molto particolari di concetti appartenenti alla scienza. Ciò fa’ sì che le sue opere vengano apprezzate da fisici, matematici e logici.

Luigi de Magistris, Sindaco di Napoli, definisce la mostra come un “approdo naturale”. «Napoli è città amata e vissuta dal grande artista, che a queste terre ha dedicato parte del suo lavoro (In Metamorfosi II si riconosce chiaramente una veduta di Atrani (SA), ndr) e in cui, durante un viaggio lungo la Costiera di Amalfi e Ravello, ha incontrato quella che sarebbe diventata sua moglie.» È proprio una veduta mozzafiato dall’alto di Atrani fa da cornice a una foto storica dei due sposi. Escher tornerà a più riprese in Costiera e nel 1931 visita Vietri sul mare, Amalfi, Ravello, Scala, Positano, Praiano e Conca dei Marini. Da qui escono disegni che si tradurranno in ben 15 stampe tra cui Atrani, Costa di Amalfi, Case in rovina ad Atrani, San Cosimo, Ravello e il Borgo di Turello. E proprio nel Sud Italia, Escher maturò buona parte di quelle idee e suggestioni che caratterizzano, nel segno della sintesi tra scienza e arte, la sua matura produzione e gli studi sulle forme che lo hanno reso unico.

Una mostra interattiva e certamente ambiziosa, organizzata dal Gruppo Arthemisa in collaborazione con la M. Escher Foundation, promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli e curata da Mark Veldhuysen e Federico Giudiceandrea.

di Alessia Giocondo

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