“Il G20-ambiente non si svolge a palazzo Reale ma sul Titanic…”

141

Negli stessi giorni in cui ricorre il G8 di Genova si terrà a Napoli il vertice dei ministri dell’ambiente del G20. In vent’anni non è cambiato nulla nel metodo e nel merito, un’élite di governi e di autocrati, in alcuni casi autentiche dittature, che sta conducendo il pianeta verso il disastro ecologico (e di conseguenza anche sanitario) e che invece autocelebra sé stessa con il divieto di far ascoltare il dissenso sotto i palazzi in cui si determina il destino di miliardi di persone.

Quello che vent’anni fa era una (pre)visione sugli effetti nefasti del neoliberismo, oggi è sempre più una drammatica realtà, con l’emergere di nuove pandemie, con l’innalzarsi delle temperature, con il moltiplicarsi di disastri ambientali (l’ultimo in Germania), con il deteriorarsi delle condizioni di sopravvivenza di molte specie sul pianeta, compresa la nostra.

Pubblicità

Chi è parte del problema non costruirà la soluzione!
Sarebbe fin troppo lungo riassumere in un comunicato le ipocrisie dei G20 rispetto all’avvicinarsi del disastro climatico. Il rinvio di vent’anni degli obiettivi di riduzione delle emissioni di Co2 e dell’uso di combustibili fossili, la costruzione incessante di nuovi gasdotti, a partire dall’Italia, con l’alibi che un giorno “serviranno per l’idrogeno”, la continua aggressione alle risorse naturali, grandi opere invasive al posto della messa in sicurezza dei territori…

Per l’Italia basta ricordare che “Il ministro dell’ambiente” è Roberto Cingolani, l’uomo della Leonardo e dell’industria degli armamenti.
I più potenti governi del mondo in realtà ballano sul Titanic e cercano di strumentalizzare la domanda di cambiamento per speculare con politiche di Greenwashing e misure di facciata, mentre i paesi più poveri, i ceti più deboli, i sud del mondo pagano il prezzo più alto di queste scelte. Perché giustizia ambientale e giustizia sociale, sfruttamento dei territori e sfruttamento degli esseri umani sono strettamente interconnessi. Basterebbe invece un terzo dei trilioni stanziati nell’anno della pandemia per un radicale cambio di rotta, che però richiede una radicale messa in discussione di questo modello di sviluppo estrattivo e speculativo sull’uomo e sulla natura, capace di moltiplicare solo la devastazione del pianeta, la diseguaglianza e la precarietà esistenziale e lavorativa delle persone.

Il vertice G20 nella regione del disastro ambientale
Come qualificare se non come una provocazione questo vertice nella regione dove interi territori continuano ad essere assaltati dagli accordi tra imprenditoria speculativa, politiche opache, multinazionali petrolifere (pensiamo solo alla nuova ipotesi di impianto GNL a Vigliena) ed ecomafie. Per questo ci siamo incontrati in tante e tanti per mobilitarci e smascherare questa ignobile parata.

Perchè “Bees against G20”
Perchè le api non sono solo essenziali al funzionamento dell’ecosistema, sono anche un esempio di cooperazione dal basso, di mobilitazione in sciame, di quel processo di partecipazione e di azione di cui abbiamo tutte e tutti bisogno per ribaltare il modello che ci sta conducendo al disastro. Ci siamo messi in rete contro l’autoritarismo con cui si decidono le politiche energetiche e industriali che stanno devastando il pianeta. Questo è #beesagainstg20

Il Controvertice
20-22 luglio a Napoli si svolgerà una tre giorni dal basso, di informazione, di confronto e di mobilitazione. Un Ecosocialforum con tavoli di lavoro tematici il 20 luglio e il 21 un confronto in presenza e in collegamento di figure chiave del dibattito internazionale per la giustizia ambientale, come Vandana Shiva, Ashely Dawson e Jen Chantrtanapichate, lucie Greyl, Dennis Van Berkel, Marco Armiero… e le realtà che con lotte pluriennali hanno costruito e diffuso saperi e linguaggi in difesa dei territori, dai No Tav, a No Grandi Navi ai comitati Campani.

Infine il 22 luglio alle 16.00 la Manifestazione EcoParade da piazza Dante, aderisce una larga rete di realtà fra cui quelle locali e nazionali che hanno animato la mobilitazione ambientalista in questi anni, da Fridays for future a Stop Biocidio, da Extinction Rebellion a GreenPeace e Teachersforfuture, ma anche realtà del sindacalismo di base, l’autorganizzazione sociale e politica, le realtà dei precari, le comunità resistenti e i comitati di lotta ambientale.

Print Friendly, PDF & Email
Pubblicità