Il futuro è di chi lo “costruisce”

Crolli edilizia scuole italiane

Tra i problemi che affliggono il nostro paese e più propriamente il Sud Italia, di sicuro l’edilizia pubblica è una piaga devastante. Nel nostro paese il patrimonio immobiliare è molto cospicuo, sono decine di migliaia gli edifici pubblici. Molti sono quelli in disuso o in stato di completo abbandono tanto da essere spesso prede di senza tetto e posti per tossicodipendenti. Vero è anche il fatto che anche molti degli edifici utilizzati risultano essere in uno stato di cattiva manutenzione. Sotto il controllo degli enti locali, diventano gli ultimi faldoni sulle scrivanie di amministratori distratti o impossibilitati ad affrontare il problema. Guardando all’Europa, gli edifici pubblici con funzione socio-educativa diventano esempi di architettura. Asili, scuole per l’infanzia, istituti superiori, università, biblioteche sono esercizi compositivi molto ambiti dai progettisti di tutto il continente. Oggi, con i ragazzi figli della generazione Erasmus, gli studenti italiani si ritrovano ad affrontare i loro percorsi formativi in strutture ormai inadeguate. Oltre all’ineguatezza tecnologica, il problema si amplifica quando il minimo per la fruibilità di una struttura e cioè le sue condizioni di agibilità e messa in sicurezza vengono meno. Sul nostro territorio sono stati diversi gli episodi di crolli e di manifestazione di inagibilità.

A tal proposito si sono espressi FLC CGIL Caserta, Bernabei Riccardi: «È necessario intervenire con urgenza sull’edilizia scolastica della provincia. Il crollo di una parte del tetto dell’Istituto tecnico ‘Alessandro Volta’ di Aversa e i danni rilevati al II Circolo di Aversa sono, ancora una volta, i segni evidenti dello stato drammatico in cui versa l’edilizia scolastica nella nostra Provincia. E’ necessario intervenire con urgenza».

La segretaria provinciale della Flc Cgil, Gaetanina Ricciardi, è intervenuta duramente sulla vicenda accaduta nella giornata di ieri che, solo per una casualità, non si è trasformata in tragedia. «Va garantito il diritto allo studio – ha spiegato – il personale scolastico, docenti ed ATA, e gli alunni, devono poter svolgere l’attività didattica in spazi sicuri. In questo settore, ognuno deve assumersi le proprie responsabilità. La scuola casertana ha bisogno di altre soluzioni condivise e praticabili per uscire dall’emergenza. Quanto sta accadendo negli ultimi tempi nelle scuole casertane desta serie preoccupazioni; è noto a tutti che centinaia di alunni e lavoratori del Buonarroti , sono stati costretti ai doppi turni con frequenza delle lezioni in orari serali, con effetti devastanti sotto il piano formativo e delle relazioni familiari – ha ripreso Camilla Bernabei, segretaria generale della CGIL Caserta – Molto complessa è la gestione della sicurezza delle scuole; l’edilizia scolastica deve essere una priorità della politica che deve intervenire con urgenza. E’ necessario costituire un tavolo di coordinamento tra tutti i soggetti istituzionali coinvolti sul tema dell’edilizia scolastica, che partendo dalle priorità, progetti un piano di interventi da effettuare. Noi, come sempre, siamo pronti a fare la nostra parte nella difesa dei diritti di tutti i lavoratori».

Per far fronte alle necessità del patrimonio di edilizia scolastica, si potrebbero utilizzare a pieno i fondi europei, ci si potrebbe mobilitare affichè si snellisca l’iter burocratico per affidare una gara d’appalto. Bisognerebbe rivedere le norme e le loro applicazioni in termini di gestione e tutela del patrimonio. Puntare a garantire la sicurezza in un ambiente scolastico a qualunque livello è il passo minimo per proiettare gli studenti verso il futuro al quale il resto d’Europa e non solo obbligano ad immaginarsi.

di Raffaele Gala