Paolo De Rosa, presidente dei MYA Steel Bucks, squadra made in Caserta di football americano. Spesso e volentieri sport affascinanti come questo vengono oscurati dal preminente ruolo occupato da “sport nazionali” (come il calcio); oggi però vi parliamo di una bella realtà del nostro territorio, che è presente a Caserta dal 1984. 

Cos’è il football americano? In quanti e come si gioca? 

«Il football americano è spesso confuso col rugby, ma differisce ampiamente. Nel rugby si attacca e si difende contemporaneamente, come nel calcio; nel football c’è una formazione d’attacco che viene sostituita da una di difesa quando si perde l’opportunità di attaccare o si fa touchdown. Perciò ogni squadra è composta da minimo 30 giocatori. Si gioca su un campo di 100yards (91,40metri) più le “end zones” di 10yards ciascuna, aree di meta. In Italia esistono i campionati di 1a, 2a e 3a Divisione. Quest’ultimo si gioca in 9 contro 9; la 1a e 2a Divisione invece si giocano in 11 contro 11 e solo in 1a Divisione si possono schierare giocatori di scuola americana.

È uno sport che prevede il posizionamento dell’individuo al servizio della squadra: anche il più bravo, la superstar, non può nulla senza l’aiuto del collettivo; è una disciplina che aiuta i ragazzi, che spesso non riescono ad inserirsi in quelle più consuete, a trovare la propria dimensione; infatti ogni tipologia di corporatura ha le sue specificità ed è adatta a differenti ruoli, per agilità, forza, velocità ed altro. Il football negli USA, attraverso il cinema, veicola principi di solidarietà, coesione, partecipazione e recupero sociale, che ne fanno uno sport speciale. Anche noi vogliamo offrire un’alternativa sia sportiva che di vita, per il valore morale che questa disciplina impone: infatti con noi possono giocare ragazzi dai 17 ai 48 anni, per cui attendiamo gente volenterosa».

Open Day 23 ottobre 2016, dai Royal Dodgers nascono i MYA Steel Bucks Caserta. Che cosa vi ha motivati a recuperare il gruppo e a ricominciare da capo?  

«Il football americano – anche se dormiente – esiste a Caserta dal 1984, quando con i Bucks partecipai al campionato di serie C nazionale (c’erano serie A1, A2, B e C). Nel 1989 nacque una nuova realtà con più di 50 ragazzi, che nel 1990 assorbì i napoletani Kings per partecipare al campionato ma, l’anno dopo, senza sponsor, si sciolsero. Nel 1992 fondammo i Royal Dodgers e nell’ultimo anno di attività, raggiungemmo i quarti di finale playoff perdendo contro Bologna. 

Senza ricambio generazionale chiudemmo le attività ma ogni anno ci incontravamo tutti per assistere al Superbowl. Finché nel 2015 ci siamo rimboccati le maniche e, dopo un anno di lavoro organizzativo, abbiamo fatto l’Open Day raggiungendo un discreto numero di atleti; è importante non cessare mai il reclutamento perché capita di perdere iscritti per svariati motivi». 

Dove giocate, le strutture sono adeguate? 

«Ci alleniamo e giochiamo sul campo di calcio Antonio Leggiero di Casapulla, ci troviamo bene ed è piaciuto anche alle squadre contro cui abbiamo finora giocato. Più che inadeguate, le strutture sono poche e poco inclini ad ospitarci con la falsa motivazione di rovinare il campo. Paradossalmente il campo si danneggia maggiormente per il calcio. Per avere maggiore visibilità proprio in funzione del reclutamento, per solo 2 partite avevamo chiesto lo Stadio Piccirillo di S. Maria C.V. ma ci è stato negato». 

Avete già ottenuto dei successi? 

«Quest’anno abbiamo partecipato al campionato CSI 7 contro 7 qualificandoci al 3° posto vincendo a Firenze la finale per il 3° posto contro i Bears di Alessandria, al Guelfi Stadium, realizzato esclusivamente per il football americano». 

Quali sono i progetti per il futuro? 

«Vorremmo attuare un settore giovanile e Flag (versione light del football, senza placcaggio, adatto ai bambini e alle ragazze .ndr) ma servono risorse, economiche ed umane: muoviamo i passi in relazione alla gamba che abbiamo. Alla conduzione del team abbiamo attualmente Brian Leverette, Coach americano proveniente da Virginia Tech, ex giocatore ed allenatore di High School e semipro. Il coach sarà poi affiancato dai nostri Valerio Gionti e Domenico Mormile, e da altri due ex giocatori che aiuteranno i rookie ad integrarsi in vista della prossima stagione, che ci vedrà partecipare tra Novembre e Gennaio al campionato CSI 7 contro 7 e ci auguriamo al campionato di 3° Divisione FIDAF da Febbraio a Giugno 2020». 

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Francesco Cimmino
Sono nato a Caserta il 31 Gennaio 1992. Architetto, Fotografo Professionista, Istruttore Minibasket. Gli studi e le altre passioni mi hanno condotto sul sentiero della fotografia: una coincidenza necessaria, fare Architettura ed essere figlio di un grafico pubblicitario appassionato di fotografia. Ho praticato la fotografia in maniera amatoriale per molti anni e non ho mai smesso di sperimentare, tra l'analogico e il digitale, continuando costantemente a studiare i maestri del passato e quelli contemporanei. Sono convinto che il concetto bressoniano di fissare l'eternità in un attimo e quello basilichiano di sguardo lento siano pressoché la stessa cosa: una buona foto è il risultato di una intensa connessione con l'ambiente, che si deve dunque conoscere, riconoscere, identificare. Basta seguire tre passi: SEE, SELECT, SHOOT.