Il Fashion System tra esclusività e paradosso

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C’è chi sostiene che la moda e i mass media siano espressione delle singole individualità senza intermediazioni di terzi, in quanto ognuno ha la possibilità di parlare ed esporre se stesso al “pubblico”… e chi, invece, sostiene che “esclusività ed individualità” stiano morendo, soffocate dai social media.

Il fatto è che oggi ognuno assume un atteggiamento disincantato dalla realtà, indifferente rispetto agli avvenimenti e alla storia… Dov’è finito il carattere provocatorio della moda che l’ha contraddistinta per anni?

La moda si è trasformata in un mero strumento pubblicitario, assumendo un’accezione prettamente economica, piuttosto che sociale e culturale.

 

Anche i più importanti brand, guidati da eccelsi artisti, vogliono essere acquistati dai grandi gruppi finendo per ridimensionare le loro linee e performarsi alle richieste del sistema.

Pertanto, editori, stilisti, artisti, mercanti d’arte cercano come mezzo di intermediazione con il pubblico i social e le tv divenendo così espressione delle loro arti.

Dov’è finita l’esclusività?

Si parla tanto di branding, di identità del marchio, ma purtroppo anche i grandi brand sono alla ricerca dei migliori offerenti: la moda è diventata un prodotto di massa… I negozi sono divenuti i grandi magazzini in cui l’ampia scelta dei prodotti è offerta al pubblico. Avrà la meglio il brand con il migliore impatto mediatico.

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Purtroppo, c’è da dire che i tempi sono cambiati, i meccanismi della fashion system con l’avvento dei millennials pure: l’economia ha preso il sopravvento.

Immaginazione ed individualità sono state messe in crisi, ma non sono scomparse del tutto. Internet ha contribuito ad avviare un forte impoverimento di musica, cultura, arte e letteratura, ma si spera in una nuova era risolutiva!

Siamo in un’epoca in cui la comunicazione e la cultura visiva ha preso il sopravvento, in ogni campo, pertanto, ciascuno è divenuto prodotto che in qualche modo dev’essere venduto. La soluzione? Reinventarsi e preservare la propria immaginazione e individualità, non siamo un brand e neppure un marchio.

di Nunzia Gargiulo

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