“Il Diritto alla Vita” è il titolo di una Mostra personale di pittura dell’artista Anna Maria Zoppi, interamente dedicata al tema dell’aborto.

L’evento, organizzato dall’associazione “A Zeta” e dalla stessa pittrice, si terrà presso la Casa Don Diana, bene liberato dalla camorra, in via Urano 18, Casal di Principe(CE).

 

All’Inaugurazione, che si terrà sabato 27 Novembre alle ore ore 18:00, interverranno:

• Valerio Taglione, Coordinatore Comitato don Peppe Diana
• Dott. Renato Natale, Sindaco di Casal di Principe
• Sen. Lucio Romano
• S.E. Mons. Angelo Spinillo, Vescovo di Aversa
• Anna Maria Zoppi, Artista e organizzatrice della Mostra

Seguirà un buffet offerto dalla Pasticceria Caffetteria Fabozzi di Casal di Principe.

Le opere resteranno esposte dal 27 Ottobre al 17 Novembre 2018.

Il diritto alla vita sembrerebbe quasi scontato essendo il fondamento e la condizione preliminare per l’esercizio di tutti gli altri diritti, eppure negli ultimi decenni questo è stato posto in serio pericolo.

La vita inizia all’atto del concepimento quando dalla fusione di due gameti si forma lo zigote, una cellula che non è più quella della mamma né è quella del papà ma è una nuova forma di vita autonoma con una propria identità ed un proprio programma di sviluppo insito nel suo patrimonio genetico. E quella “cellula” ha già il potere di cambiare la vita di alcune persone. Lo sanno benissimo i genitori “in attesa” che già si sentono mutati da quello zigote che riesce a renderli felici, li preoccupa e li fa sognare.

Per altri invece la vita inizierebbe nel momento in cui si diventa persona e quindi autocoscienti e solo in quel momento il diritto alla vita andrebbe tutelato. Se così fosse, per iperbole, saremmo tentati di pensare che tutti coloro che soffrono di demenza senile perderebbero questo diritto.

Ma la vita è soprattutto un mistero che sfugge ad ogni umana previsione e lo sanno bene quei genitori che accudendo un figlio malato, dipendente da essi, sperimentano una forma di assoluta di amore che altrimenti non avrebbero conosciuto e che li porta a vivere quella situazione come un dono e non come, una perdita, quella della propria libertà e quindi come un dono non gradito.

Ogni organismo, dal più piccolo batterio all’uomo, è un sistema vivente che esige rispetto e cura, integrato in un preciso ambiente ed in un preciso momento evolutivo, ed intervenire in qualsiasi fase del processo evolutivo di un sistema biologico significa snaturarlo.

Dovremmo quindi prendere le distanze da una mentalità che porta il più forte a prevaricare sul più debole e porci con maggior rispetto verso questo mistero che esula da ogni umana comprensione umana.

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