Il mese scorso, presso la Vineria Agorà di Giugliano, si è tenuta la presentazione del libro di Gianni Solino “Il cratere: che fine fanno i ragazzi di camorra”. Un’occasione per discutere e dibattere del poco impegno dello Stato nella difesa e nel recupero dei ragazzi di camorra, per poi passare al valore che ha un bene confiscato alla criminalità. A Giugliano, in piazza Matteotti, l’associazione “POLIS” riporta al centro della città questioni delicate e di primaria importanza per un territorio strangolato dalla mano della camorra. A dirlo è la DIA, e non nel 2003, ma nel 2018. Nella relazione della Direzione investigativa antimafia viene sottolineato quanto, il potere dei Mallardo, sia ben saldo nel territorio; a dimostrazione di ciò possiamo ricollegarci proprio ai beni confiscati, solo a febbraio sono stati sequestrati beni per circa 38 milioni di euro. Beni acquisiti grazie al proventi che derivano dalle svariate attività del clan, dalla prostituzione al racket. La potenza dei Mallardo non si ferma qui, e se dopo la faida con i Di Biase il clan sembra essere allo sbaraglio, il continuo rapporto con gli uomini di Bidognetti a Caserta, dimostrano che i Mallardo sono più vivi che mai. Ecco perché è stato importante parlare di camorra in un comune nevralgico e che, a suo malgrado, ospita uno dei clan più imponenti della Campania. Gianni Solino, referente provinciale di Libera e autore del libro, insiste sull’importanza della destinazione sociale dei beni confiscati e sulla possibilità che questi ultimi hanno di creare occupazione, magari giovanile. L’incontro termina, poche le persone presenti, ma tanti i contenuti e la validità delle tesi di Gianni e dei ragazzi dell’associazione “POLIS”.

di Antonio Casaccio

Tratto da Informare n° 184 Agosto 2018