informareonline-il-confine-labile-fra-la-campania-e-il-molise-che-non-esiste

Il confine labile fra la Campania e il Molise che (non) esiste

Redazione Informare 08/09/2021
Updated 2021/09/08 at 4:14 PM
5 Minuti per la lettura

Il confine fra le due regioni è labile, ma ciò che colpisce come un colpo al cuore appena si entra in Molise dalla Campania è la basilica dell’Addolorata, la sua cupola, le guglie che fiottano verso l’alto con un accenno gotico di fasci e vetrate. Chi insiste sull’incapacità di associare al Molise qualcosa che lo renda riconoscibile dice una banalità. La basilica ne è una prova: è stata una scoperta vederla lì, fra le montagne. Partendo da Caserta non è facile trovare paragoni di chiese incastonate in quel modo sui monti.

Il “wow” pronunciato dalla mia amica di viaggio è stata solo conseguenza naturale della volontà di visitare anche le valli di Bojano e Carpinone, per poi accedere alle cascate. Avrei voluta farla in bicicletta quella strada verso il santuario, ma non ho trovato le tracce di cicloturismo che forse pure ci sono, ma che non conosco, non ho trovato segnato su Komoot o su altri canali. Subito dopo, mi sono fermata a Santa Maria del Molise con i suoi mulini.

E poi, ancora, a Macchiagodena dove le panchine parlano: come quella installata davanti al Municipio con sopra impresso l’articolo 1 della Costituzione, oppure quelle dedicate a Dante con i versi del V canto dell’Inferno, che per una come me che ha scelto la tesi di laurea sull’Alighieri significa brividi lungo la schiena e pelle d’oca. Macchiagodena è anche il paese di Nadia Verdile, scrittrice e giornalista, ma soprattutto mia amica.

Non potevo certo non fermarmi lì. E così, ho scoperto Morgia Quadra, colle dell’Orso, Torella, Castropignano. I luoghi non solo città, ma storie. Nella savana di vicoli di Torella c’è la dimora di Elena Ciamarra, nata nel 1894, tra le pochissime donne a conseguire nel 1916, al Conservatorio di Napoli, il diploma di piano e violino, quello di composizione e direzione d’orchestra. Ma era anche una fine pittrice. Bellissima, eclettica, schiva e colta, Elena sposò un chirurgo napoletano.

Di lei si diceva che portasse a casa pezzi di cadavere per studiarne gli arti per poi poterli dipingere. E dipingeva ovunque, Elena. Anche sui fogli di giornale, proprio come ama fare mio figlio. Le sue opere richiamano Matisse e i colori impressionisti.

Il racconto di questa pioniera della parità di genere è affidato alla buona volontà di Angela Piscitelli, la seconda moglie del figlio di Elena Ciamarra, ma non c’è un piano turistico e politico che faccia conoscere le meraviglie di questa storia, come non c’è un’anima – oltre ai pochi turisti – a cui chiedere in paese una informazione su qualsiasi cosa. Un posto dormiente, quasi abituato a tanta bellezza. Ma perché ho deciso di visitare il Molise? La risposta è Molly Lilli, pseudonimo utilizzato sui social da una mia collega, Roberta Muzio, scrittrice pure lei, che nella stagione in cui ha preso il via la pagina Facebook “Il Molise non esiste” con 13 mila “mi piace” (quasi più dei siti web turistici della zona), ha deciso di ospitarmi per confutare la tesi secondo cui in Italia pare ci sia una regione che non ha carattere.

E infatti, la saga della sua famiglia scritta in due libri (il primo è Occhi a candela) testimonia l’esistenza di una cultura molisana fatta non solo di provolone impiccato e di tratturi, ma di tanto altro. A Frosolone ho scoperto coltelli affilati come punto di forza di un territorio, fra i colori gialli e verdi delle montagne e i falchi che attraversano le valli.

E poi, c’è il museo di Occhi a candela di Roberta Muzio a Frosolone che è un tuffo nella storia. Bisogna navigare nel Molise, sempre, lasciando dietro tutti i luoghi comuni e gli spauracchi di questa regione. Davanti, gli itinerari nascituri e nessuna paura del vuoto, solo cultura!

di Marilù Musto

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°221 – SETTEMBRE 2021

Condividi questo Articolo
Lascia un Commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *