Il cielo non è per tutti

Il cielo non è per tutti, e forse è proprio vero, ma le cose belle accadono. Regina: una madre. Alida: sua figlia. La povertà in Albania. L’illusione di un futuro migliore. Il cielo non è per tutti; ed è così che Regina segue quell’uomo del suo stesso paese, bello, che ha fatto fortuna in Italia.  

Una volta che la coppia arriva nella nostra penisola per Regina cominciano le umiliazioni, le botte e le violenze: il suo lui rientra ogni sera sempre più ubriaco, sempre più violento. Nel frattempo nasce Alida. Lui è un buon padre, nonostante le sue ripugnanti azioni non toccherebbe mai la figlia, ma una sera stava per uccidermi…”, così Regina scappa. 

E dopo la fuga?

Regina dopo la fuga si ritrova da sola, con una figlia, in un paese straniero, con una lingua che non conosce. Gli unici due sostegni per lei sono Delia, l’assistente sociale, e Cristian, suo fratello.  Cristian è immigrato, come lei, dall’Albania ed è diventato l’uomo di fiducia del proprietario di unimportante struttura alberghiera a Riccione. Cristian in Italia si è integrato, Regina, invece, fatica ancora a riconoscere questo Paese come proprio. Alida nel frattempo cresce con una madre che per campare lavora di notte e fa pulizie in casa d’altri. 

Regina è una donna onesta: quando ha lasciato il marito ha patito anche la fame, ma non ha fatto mai mancare niente alla sua bambina. D’allora Regina ha giurato che non si sarebbe mai più trovata in una situazione simile. Regina è una donna che tenta di essere madre, ma non ha il tempo né di essere madre né donna: Regina di giorno lavora a servizio e di notte, spesso, accudisce signore anziane. 

Regina è spaventata dagli uomini: quello che ha conosciuto le ha rovinato la vita. Regina ha paura di perdere Alida, così non le lascia fare niente, o quasi… spesso non la lascia andare al parco con le amiche; non le compra mai niente di nuovo, e non è per mancanza di soldi. Regina non vuole che Alida si cambi troppe volte al giorno: “Le poco di buono passano tutto questo tempo davanti allo specchio e si cambiano così spesso d’abito”. I soldi, quelli Regina dice che mancano sempre. Regina fa tanti lavori, si spacca la schiena, potrebbe avere una vita più agiata, ma ha paura che ci siano degli imprevisti, che le accada qualcosa, così cerca ossessivamente di risparmiare. Alida come sua madre spesso indossano cose di seconda mano, regalate dalle signore dove Regina presta servizio. 

Il personaggio di Alida

Alida è una bambina diligente: studia, pulisce casa, ubbidisce, va bene a scuola, ma Regina è sempre così dura con lei. Infondo quando ci si sente sole, come Regina, quando se ne passano tante, diventa un lusso anche la tenerezza. Unica isola felice secondo Alida è zio Cristian: lui la coccola, le fa spesso dei regali; lui è presente per lei e la madre; lui ha permesso ad entrambe di passare una splendida vacanza a Riccione. 

Alida esasperata dall’assenza e dalla durezza di Regina, dopo una lite molto forte, decide di scappare di casa. La fuga viene progettata insieme ad un suo amichetto: Giacomo, conosciuto di recente al parco. I due amici vivono quei giorni lontano da casa come una splendida avventura. Regina che rischia di perdere veramente la persona a più cara comincia ad analizzare  il suo comportamento: “Dio se la trovano le lascerò fare tutto quel che vuole, smetterò di essere ossessionata dal risparmio, le comprerò vestiti belli, la porterò in vacanza..”. 

Il messaggio di “Il Cielo non è per tutti”

La storia di Regina è simile alla storia reale di tante altre donne. Queste arrivano in Italia a seguito di un uomo o magari per cercare migliore fortuna. A volte si ritrovano per strada costrette a prostituirsi. Nel nostro Paese diventano vittima isolata di uno sfruttatore o di un marito che le tratta come un oggetto. Nella migliore delle ipotesi si ritrovano comunque sole, disorientate, spesso con a carico un figlio in un paese che non conoscono 

Barbara Garlaschelli ne “Il cielo non è per tutti”, edito da Frassinelli, narra una storia da scrittrice, per il puro piacere del racconto e per le sensazioni che esso al lettore, ma il suo racconto è profondamente reale. Pensiamoci bene, di donne come Regina ce ne sono tante: sono ovunque, quante volte le incrociamo?  

Quando sentiamo parlare di loro o le incontriamo, spogliamole dal velo del facile giudizio, pensiamo alla loro storia, alla loro vita, e vestiamole di calda umanità. La storia di Regina è di tutti e può capitare a tutti. Barbara Garlaschelli ha scritto un racconto a carattere universale. 

di Grazia Martin

 

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