Il Ciclo della Legge di Bilancio

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La Legge più importante per il nostro Stato,  attualmente in discussione presso le Commissioni di Palazzo Madama, è lo strumento legislativo previsto dall’articolo 81 della Costituzione italiana attraverso il quale il Governo, con un documento contabile di tipo preventivo,  comunica al Parlamento le spese pubbliche e le entrate previste per l’anno successivo in base alle leggi vigenti.

Tale legge a differenza della precedente legge di stabilità non può introdurre nuove spese o nuovi tributi ma per ogni altra norma che introduca nuove spese deve indicarne la rispettiva copertura finanziaria. E ciò è previsto in base alla legge 243/2012 con la quale è stato disposto, a partire dal 2016, che la legge di bilancio costituirà un unico testo legislativo con la legge di stabilità.

È utile altresì ricordare che il testo di Riforma del Bilancio dello Stato fu presentato a prima firma dall’ex presidente della commissione Bilancio della Camera dei Deputati Francesco Boccia e che fu poi approvato definitivamente il 28 luglio 2016 (L. 163/2016) con i voti di più dell’80 per cento delle forze parlamentari. Le stesse forze che in Parlamento, ogni anno, danno vita ad un aspro confronto prima di licenziare il nuovo testo normativo confidando nella firma del Presidente della Repubblica pur sapendo che lo stesso può rifiutarsi di firmare leggi prive di copertura finanziaria.

Per tutto ciò e per la complessità intrinseca della Legge il testo che viene trasmesso alle Camere, non può essere redatto senza che il Governo abbia preso in seria considerazione tutti gli elementi che emergono nell’ambito del c.d. “Ciclo di Bilancio”.

La scansione temporale dei passaggi di bilancio

Iniziamo a dire che con la legge n. 196 del 2009 – e con le successive modifiche introdotte dalle leggi n. 39 del 2011 e n. 163 del 2016 – l’impostazione delle previsioni di entrata e di spesa dei bilanci delle amministrazioni pubbliche si conforma al metodo della programmazione. In tale contesto da un lato è stata rafforzata la fase ascendente della programmazione economica e finanziaria e dall’altro sono stati profondamente rivisti i tempi e gli strumenti della cosiddetta “sessione di bilancio”, attuativa di quanto previsto nella fase ascendente.

Ma tuttavia è durante il “semestre europeo”, ovvero nei primi sei mesi dell’anno, che si concentrano gli strumenti di programmazione ex ante del ciclo di bilancio, fase nella quale sono definiti, in coordinamento con l’UE, gli obiettivi programmatici economici e finanziari del Paese e le relative riforme di accompagnamento (contenuti nel DEF e nelle relative sezioni del PS e del PNR).

Una fase di programmazione questa  che prevede la presentazione alle Camere entro il 10 aprile di ogni anno del Documento di Economia e Finanza (DEF), che costituisce il principale strumento di programmazione economica e finanziaria e la cui presentazione consente alle Camere di esprimersi, con propria deliberazione, sugli obiettivi programmatici in tempo utile per l’invio, entro il 30 aprile, al Consiglio dell’Unione europea e alla Commissione europea, del Programma di Stabilità e del Programma Nazionale di Riforma (PNR) contenuti rispettivamente, nella prima e nella terza sezione del documento.

Proprio sulla base del PNR e del Patto di Stabilità, nel mese di giugno la Commissione europea elabora le raccomandazioni di politica economica e di bilancio rivolte ai singoli Stati.

Successivamente entro il mese di luglio, il Consiglio ECOFIN e il Consiglio Occupazione e affari sociali, provvedono ad esaminare ed a approvare le raccomandazioni della Commissione relative al DEF, anche sulla base degli orientamenti espressi dal Consiglio europeo di giugno. Al fine di tener conto delle raccomandazioni dalle autorità europee è, quindi, prevista la presentazione di una Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza, entro il 27 settembre di ciascun anno.

La Nota di aggiornamento al DEF aggiorna appunto le previsioni macroeconomiche e finanziarie e gli obiettivi programmatici del DEF, e tiene conto delle eventuali raccomandazioni pervenute dal Consiglio europeo. Infine essa indica gli eventuali disegni di legge collegati, alla manovra di finanza pubblica, da presentarsi alle Camere entro il mese di gennaio di ogni anno.

Ed è solo con la chiusura della fase di programmazione con l’esame della NADEF, che si apre la c.d “sessione di bilancio” a cui è affidato il compito di assicurare, in via generale, la coerenza tra la fase di programmazione economica e finanziaria e la successiva fase di concreta attuazione degli obiettivi.

In conclusione, l’approvazione della Legge di Bilancio dello Stato è un obiettivo a cui, ogni anno, tutti i governi, devono mirare per fare in modo che si possa scrivere il futuro economico del Paese in base alle esigenze dei diversi settori della società.  Appare pertanto facile immaginare quanto complesso risulti per gli addetti ai lavori la valutazione e la decisione di attribuire e o sottrarre coperture finanziare per i singoli programmi ministeriali, ingranaggi strategici per la crescita di una nazione.

 

di Antonio Di Lauro

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