Il Carnevale di Scampia

mina grasso | 2020
Chi vuole raggiungere Scampia o zone limitrofe porta sulle sue spalle dei macigni colmi di pregiudizi che, per quanto si cerchi di superarli, ne sono impregnati pareti e strade.

L’intero quartiere, visto dall’esterno, trasuda una strana colorazione che è al contempo illuminata da una luce piuttosto opaca.
Fatta la tratta di autobus che conduce alle porte di Scampia, in via Monterosa, ci ritroviamo fuori ad una grande struttura che ha in bella vista il logo caratteristico: il volto composto di due metà, un teschio e una pagliaccia.
La grande struttura accoglie il Gridas, associazione nata dopo un penoso episodio di cui è stato protagonista Felice Pignataro all’interno delle scuole. Poiché l’educazione si forma soprattutto tra le mura scolastiche, in un costante lavoro tra insegnanti e genitori.
Qui, tutti i pregiudizi si dissolvono e gli occhi sono attratti unicamente dai colori che occupano le pareti, sono tutti murales fatti da Felice Pignataro; uno dei fondatori del Gridas.
Il più incisivo è posto sulla parete sinistra della grande stanza, ed è “l’uomo nuovo”.
Raffigura una serie di piccoli omini che, dal basso, costruiscono l’uomo nuovo. La testa dell’uomo è un solo che assume duplice significato: la necessità di una riconversione ecologica ma anche l’abbattimento di pregiudizi, poiché il sole illumina e riscalda chiunque senza alcuna differenza.
Noi abbiamo incontrato Martina Pignataro e abbiamo parlato di Scampia, di com’è cambiata, di come talvolta è stata utilizzata, e di come ha inciso sul quartiere.
Durante la nostra chiacchierata c’era un gatto che camminava libero tra noi, persone impegnate a ultimare i materiali per il Carnevale, e altre a rispondere ad alcune domande per diverse interviste.
Mirella, con suo marito Felice Pignataro, sono due dei fondatori del Gridas e, nell’ottantuno, hanno deciso di donare le proprie doti artistiche e culturali al quartiere per svegliare le coscienze dal sonno.
Una delle prime attività che nasce è proprio il carnevale di Scampia nell’ottantatré, in risposta a delle scuole che sfilavano con mascherine che facevano emergere delle diversità; la differenza economica tra bambini. Martina, ovviamente, ci fa notare come questi principi erano totalmente opposti alla visione del padre Felice; e allora il carnevale con Gridas nasce come risposta naturale a un utilizzo errato dei metodi scolastici, e tenta di far emergere la creatività dei singoli studenti, anche in attività manuali.
Dopo un lavoro anche fisico, cioè quello di andare in ogni singola scuola e in ogni classe per invitare maestre e studenti a partecipare al carnevale, nel corso degli anni si è creata una fitta rete che ha contribuito all’autonomia e a una massiccia partecipazione ed entusiasmo.
Ogni anno, il carnevale, è animato da un tema sociale e politico, sul quale tutte le realtà sono invitate a ragionare per estrapolare tutte le varianti che il tema può offrire; generalmente le scuole, le associazioni o i gruppi organizzati che partecipano costruiscono maschere contrapposte tra la positività e negatività dal tema proposto, per poi creare costumi, maschere, carri per sfilare tra le strade del quartiere.
Quest’anno il tema è ‘’La riscossa dei pappici ovverossia tutti insieme che non c’è più tempo.’’
Ovviamente, questo tema parte dal proverbio napoletano che esprime la forza e la tenacia che il pappice mostra per bucare l’involucro della noce.
Insieme, noi pappici, possiamo rigettare fascismi e pensieri legati al passato così da poter donare forza e tenacia a cose di fondamentale importanza, come il clima.

di Rosa Cardone
Ph. Mina Grasso


TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°203
MARZO 2020

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