Il camorrista fantasma

Una delle numerose tappe programmate dal Festival dell’Impegno Civile, organizzato dall’associazione “Libera” e dal Comitato don Peppe Diana, si è tenuta a Villa di Briano (Caserta), presso la villa confiscata ad uno dei capi storici – odierno pentito e collaboratore di giustizia – Antonio Iovine, detto “o’ Ninno”: è stato presentato il libro “Il Camorrista Fantasma – Le mille vite del superlatitante Pasquale Scotti”.

All’evento erano presenti: il Coordinatore del Comitato don Peppe Diana, Valerio Taglione, il Referente Provinciale di Libera –  Caserta,  Gianni Solino e gli autori Gaetano Pragliola, Gianmaria Roberti e Luigi De Stefano, ex capo della squadra mobile di Caserta e Dirigente nei Commissariati di S. Maria Capua Vetere, Aversa e Scampia.

Il libro narra della sanguinaria guerra di camorra degli anni 80, del colpo di Stato in Tunisia, di omicidi, di intrighi, e delle presunte trattative tra lo Stato e malavita organizzata campana. Emerge così la figura di Pasquale Scotti.

Il De Stefano racconta le mille difficoltà per  rintracciarlo, le difficili intercettazioni telefoniche che poi portarono alla sua cattura, dopo una violenta sparatoria in un palazzo di Caivano; racconta la sua primissima detenzione in una parte della soffitta della Questura di Caserta (adibita per l’occasione a carcere provvisorio del detenuto), con tutte  le preoccupazioni che comportava la tutela per un importante delinquente del calibro di Scotti, ferito nella sparatoria durante il suo arresto, il suo ricovero in ospedale e la fuga rocambolesca della notte di Natale del 1984, quella che aprì scenari bui per quel periodo storico e che ha ancora tutta l’aria di una scomparsa nel nulla adibita da menti altre.

Come per miracolo, dopo tante azioni investigative e dopo tantissimi anni, è riemerso nel 2015, con le sembianze di un tranquillo uomo d’affari e non come il sospettato killer di stato quale era, dopo decine di avvistamenti, le tracce e le catture mancate.

L’Italia presentata nel libro è sicuramente da accezione negativa, piena di intrighi e inganni, quasi come se fosse schermo della scrittura di un romanzo borghese contemporaneo, e questo – forse – è l’elemento più amaro e pericoloso del libro.

Amaro, perché una scheggia così pericolosa ha potuto rimbalzare per ben trent’anni da una parete all’altra della giustizia e perché ha potuto vivere una vita criminale da ” invisibile”, un’esistenza comunque dorata e mille segreti mai confessati, mai scontati.

Una corporeità annullata, nel momento in cui si è cercato di punire reati contro la libertà, la vita, la Costituzione, lo Stato: non è – forse – per quest’ultimo, che oggi noi crediamo ai fantasmi?

 

Caterina Piantieri

 

 

 

 

 

 

 

About Caterina Piantieri

Nata il 14/04/1995 a Maddaloni (CE). Laureanda presso la Seconda Università degli Studi di Napoli in Lettere Moderne. Le piace la musica, tanto da aver imparato a suonare la chitarra da autodidatta e compone testi. Conoscere e cominciare a scrivere per Informare, oltre ad essere qualcosa di più concreto dal punto di vista “sociale”, é stato inaspettato e completante, perché mi ha permesso di capire ancora qualcosa in più sul mio conto e, decisamente, ciò che voglio dalla mia vita. Non posso, quindi, fare a meno di dire: tutto questo – l’essere parte di una squadra, la possibilità di collegarsi alle persone tramite la cosa che mi piace di più e quella di conoscerne sempre di nuove – è quello che voglio fare.
Decisamente, quello per cui vivo.