Ozono

Il buco dell’ozono? Ora è tre volte il Brasile

Ludovica Palumbo 22/10/2023
Updated 2023/10/23 at 4:15 AM
3 Minuti per la lettura

Il buco dell’ozono, uno dei protagonisti indiscussi dei notiziari degli ultimi anni, il simbolo di ciò che l’emergenza inquinamento sta facendo al nostro Pianeta.

Con questa espressione si fa riferimento da una parte alla riduzione dell’ozonosfera e dall’altra al buco dell’ozonosfera: due fenomeni connessi con la riduzione dell’ozono stratosferico: il graduale calo nell’ozonosfera ed il fenomeno ben più grave della riduzione dell’ozono delle regioni polari terrestri.

Uno scudo per radiazione letali

Se vi state chiedendo perchè sia così importante questo strato di ozono, la risposta è semplice. Fa da vero e proprio scudo a radiazioni letali per la vita sulla Terra, in particolare assorbe quasi tutte le dannose radiazioni ultraviolette, in particolare quelle chiamate UV-B al 95% e totalmente le UV-C. L’UNEP ha in passato affermato che «tutta la vita sulla Terra dipende dall’esistenza di un sottile schermo di un gas velenoso, in alto nell’atmosfera: lo strato di ozono».

Perchè il buco dell’ozono è un problema? Perchè l’assottigliamento, ovvero una riduzione ciclica dello spessore di questa ozonosfera causato principalmente dall’effetto serra, comporta conseguenze potenzialmente disastrose nei confronti di tutta la vita di microrganismi ed anche sull’uomo. Pensiamo a tutte le radiazioni non filtrate dallo strato di ozono causa di melanomi sull’epidermide e tumori della pelle, per non parlare dei danni all’ambiente: raggi solari più dannosi non consentirebbero infatti la fotosintesi clorofilliana.

Dimensione buco dell’ozono: a che punto siamo oggi?

Secondo gli esperti, oscillazioni delle dimensioni del buco dell’ozono sono del tutto normali soprattutto sopra le regioni polari. E se lo scorso gennaio era stato previsto un riassorbimento del buco dell’ozono, questo ottimistico auspicio sembra aver subito una battuta d’arresto.

Il famoso aumento del buco si verifica tendenzialmente tra agosto e ottobre raggiungendo il suo massimo proprio in questo periodo, quest’anno però, abbiamo raggiunto uno spaventoso record.

Non solo il fenomeno è iniziato già nel mese di agosto, ma, secondo la rete televisiva e radiofonica francese Bfmtv, dalle recenti osservazioni, il buco dell’ozono attualmente misura 26 milioni di chilometri quadrati, tre volte la superficie del Brasile. Record mai verificatosi prima.

Un preoccupante panorama che, secondo gli esperti del Servizio di monitoraggio dell’atmosfera (Cams) del programma Copernicus, è da ricondurre ad un fenomeno di qualche tempo fa: l’eruzione del vulcano Hunga-Tonga, avvenuta fra dicembre 2021 e gennaio 2022 nel cuore del Pacifico. Questo evento ha portato infatti grandi quantità di vapore acqueo che, secondo la scienziata Antje Inness « potrebbe avere rafforzato la formazione delle nubi stratosferiche polari, dove i clorofluorocarburi possono accelerare la riduzione dello strato di ozono, la presenza del vapore acqueo può anche contribuire al raffreddamento della stratosfera antartica, migliorando ulteriormente la formazione di queste zolle stratosferiche polari e dando luogo a un vortice polare più robusto».

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