Il Bilancio Sociale

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La Carta Costituzionale, all’articolo 41 comma 1, recita: “La Costituzione della Repubblica italiana riconosce la libertà dell’iniziativa economica privata”.

Tale articolo ci permette di comprendere che nel nostro ordinamento viene riconosciuto il diritto di ogni cittadino ad intraprendere un’attività economica; in sostanza riconosce il diritto di diventare imprenditore. Questa figura professionale è disciplinata nel Codice civile all’articolo 208: imprenditore è colui che “esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o servizi”. 

Dunque, si può ritenere l’impresa come una totalità di forze capeggiate dal soggetto economico che le indirizza al raggiungimento di un obiettivo capace di soddisfare i bisogni avvertiti dagli individui. Ciò comporta l’inevitabile cambiamento nel tempo, in modo da adattarsi e adeguarsi al meglio al mondo esterno e, in particolare, alle esigenze dei soggetti che la circondano.  

Essenziale risulta essere il bilancio di esercizio che è cambiato nel tempo sia per ciò che riguarda la struttura sia nel tipo di informazione che ora più che mai serve per portare a conoscenza del pubblico l’attività svolta. Le sue origini si possono far risalire lontano nel tempo, alla nascita delle prime società mercantilistiche; il che, con il passare del tempo fece inevitabilmente crescere l’interesse dello Stato verso l’importanza sociale delle aziende anche verso l’esterno, ossia verso potenziali investitori. 

Tale attenzione crebbe anche in Italia, poiché in seguito all’Unità nazionale si ebbe una esponenziale crescita degli scambi e della relativa complessità nella gestione delle vicende economiche ad essi correlati, con la conseguenza che il legislatore comprese la necessità di colmare il vuoto presente nel nostro ordinamento giuridico inserendo una serie di principi e di regole che la dottrina e la prassi contabile già precedentemente avevano incorporato.  

La stesura di quello che viene definito il moderno bilancio di esercizio è datata all’entrata in vigore della Legge 216/1974, che ha avuto il merito di inserire di fianco allo Stato Patrimoniale un Conto dei profitti e delle Perdite (praticamente il moderno Conto Economico) con uno schema a costi, ricavi e rimanenze, mediante una struttura basata su una classificazione a colonne contrapposte, e ha previsto una relazione degli amministratori aventi la funzione di spiegare il contenuto delle voci di bilancio e di prospettare delle ipotesi della crescita aziendale. 

Senza addentarci nelle varie norme che l’hanno disciplinato negli anni, un ruolo estremamente attuale lo sta avendo il così detto bilancio sociale. 

Esso non è solo un insieme di dati contabili, ma è una analisi globale delle attività che l’impresa svolge nel settore della responsabilità sociale, dunque anche ciò che l’impresa attinge dalla società a livello sociale e ambientale, e ciò che la stessa restituisce come valore aggiunto con le proprie attività. Insomma, risponde alle esigenze di informazioni e trasparenze richieste alle imprese.  

Rientrano nella sua stesura i fattori di: marketing/pubbliche relazioni; strategie sociali verso i principali soggetti interessati all’azienda; difesa documentata perché questo bilancio produce una sorta di difesa verso la collettività, poiché si cerca di evidenziare e rendere credibili le argomentazioni riguardo i temi contestati; valutazione della ricchezza prodotta e di quella distribuita. 

Un ruolo partecipativo viene quindi svolto dalle aziende che devono rispondere, proprio come le persone fisiche del loro operato in base alla unione tra i principi di etica sociale che sono adottati e approvati dalla comunità e quelli economici – produttivi. Dunque per l’impresa divine necessario andare a definire il proprio obiettivo da raggiungere ossia quel documento che stabilisce i fini dell’impresa, cioè identifica e pondera i parametri della funzione di preferenza imprenditoriale.  

Insomma l’operato aziendale non può prescindere dall’analisi territoriale nella quale è calata, poiché il suo rapporto e la sua modalità di gestione influenzano il rapporto con gli steakholders e tutti i vari elementi che sono poi riportati nella stesura del bilancio che assume, quindi, risvolti sociali. Dunque, le informazioni aziendali si sono ampliate notevolmente comportando anche un aumento del prestigio aziendale, anche grazie alla analisi di tali elementi sociali idonei a far comprendere quali siano le prospettive future dell’azienda, idonee anche ad evitare i danni da eventuali crisi economiche e che anzi possano comunque preservarne la funzionalità e l’operatività. 

di Salvatore Sardella

 

 

 

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