adolescente migrante pagella

Il bambino con la pagella cucita: intelligenza umana e artificiale a confronto

Marco Ciotti 02/05/2024
Updated 2024/05/02 at 12:47 PM
7 Minuti per la lettura

Nel 2015, nella notte tra il 18 e il 19 aprile, il Centro Nazionale Soccorso della Guardia Costiera riceve una telefonata: ”Siamo in navigazione, aiutateci”. Una chiamata come le altre. Vengono prese le coordinate in mare e vengono organizzati i soccorsi: la nave Kings Jacob si avvicina. I migranti sul peschereccio si muovono insieme, a bordo dell’imbarcazione, speranzosi di porre fine al loro viaggio e di mettersi finalmente in salvo. Ecco però che l’agitazione porta il peschereccio a ribaltarsi e tutti finiscono in mare. Sono mobilitate tante navi in soccorso, si salvano in 28. Quanti erano alla partenza? 800. Scusate, no, sono più di 1000. Questo dicono le ricerche postume.  

Si cercano i colpevoli. Chi può aver messo tutte queste persone in un’imbarcazione lunga solo 23 metri? Chi ha costretto 65 migranti a resistere al caldo soffocante della sala macchine? Chi ha voluto rinchiuderli come bestie in così poco spazio? A soli 200 chilometri dalle coste di Lampedusa, si consuma la più grande tragedia nel Mediterraneo dalla Seconda guerra mondiale.  

La dottoressa Cattaneo analizza i corpi, quelle poche centinaia che si sono potute recuperare, e cerca di identificarli. Non possono finire nel dimenticatoio tutte queste vite. Ogni dato è cruciale: anche solo una foto in cui lo scomparso è sorridente può sostenere l’analisi delle ossa. Il lavoro è difficile, non è impossibile. Se solo le istituzioni non si voltassero dall’altra parte e sostenessero la ricerca… 

I migranti portano sogni, speranze di un futuro migliore e qualsiasi oggetto a loro caro. Qualcuno ha dei soldi, magari risparmi di una vita, chi dei documenti. Qualcuno addirittura riempie dei sacchetti con piccoli pezzi della propria terra, come portafortuna e come ricordo delle proprie origini. Pensate che loro siano felici di lasciare le loro case, i loro cari, in cerca di un futuro che forse neanche troveranno nonostante gli sforzi? Davvero pensate che vengano solo per infastidirci? A rubarci il lavoro? Tutti questi oggetti i migranti se li cuciono nei vestiti, perché gli scafisti sono pronti a privarli di tutto pur di racimolare denaro.  

Ciò che però attira l’attenzione è un giovane, un ragazzino. Il mare e il tempo si sono presi la sua fanciullezza, ma qualcosa dei suoi vestiti si è conservato. Anche lui ha un oggetto con sé. La giacca, pregna d’acqua, ha al suo interno un foglio con delle scritte sia in arabo che in francese. La dottoressa osserva attentamente e intravede quelle che sono delle materie scolastiche: matematica, educazione fisica… era una pagella scolastica. I voti, quelli che si leggono, sono tutti alti. Il ragazzino, proveniente dal Mali, aveva deciso di portare il documento che attestava la sua bravura a scuola, forse come un biglietto da visita per essere accettato nelle nostre scuole o in quelle d’Europa. Ecco cosa pensano di noi, e probabilmente non sbagliano: siamo selettivi, salviamo solo quelli bravi a scuola, quelli eccellenti, non li salviamo in quanto umani. Perché, nella narrazione portata avanti da chi li vorrebbe rispedire tra le guerre, le carestie e le malattie che mettono in ginocchio i loro paesi, i migranti sono evidentemente inferiori agli esseri umani.  

E poi fa rabbia, tantissima rabbia, vedere come uomini crudeli neghino a un adolescente, che potrebbe essere un nostro coetaneo o un figlio, la possibilità di sognare, di crescere, di sbagliare e di imparare. Insomma, di vivere. 

di Marco Ciotti

La notizia dell’adolescente migrante ritrovato senza vita in mare, con la sua pagella scolastica, è un pugno nello stomaco che ci costringe a confrontarci con le tragedie umane che si consumano ogni giorno ai margini della nostra coscienza globale. È un tragico richiamo alla dura realtà della migrazione forzata, una realtà fatta di speranze spezzate e vite perdute nel vuoto implacabile dell’oceano. Immaginare quel giovane, forse solo poco più che un bambino, costretto a intraprendere un viaggio così pericoloso è un’esperienza emotiva debilitante.

La sua pagella, un modesto simbolo del suo impegno e delle sue aspirazioni, diventa un toccante emblema delle sue speranze infrante, dei suoi sogni spezzati dalla crudeltà degli eventi. Quell’adolescente, che forse un giorno avrebbe potuto realizzare grandi cose, ora giace silenzioso, con il mare come unico compagno di viaggio nel suo ultimo tragitto terreno. La sua storia, come quella di tanti altri migranti, ci richiama con forza alla nostra umanità, al nostro dovere di solidarietà e compassione.

È essenziale aprire i nostri cuori e le nostre menti, accogliendo la causa dei migranti con empatia e umanità. Dobbiamo rifiutare l’indifferenza e l’egoismo che ci impediscono di vedere il dolore e la sofferenza altrui. Dobbiamo alzarci contro l’ingiustizia e lavorare instancabilmente per affrontare le cause profonde della migrazione forzata, per creare un mondo più giusto e accogliente per tutti. La morte di questo giovane non deve essere vana. Deve essere un monito per noi tutti, un richiamo alla nostra responsabilità di agire, di non restare in silenzio di fronte alle ingiustizie e alle sofferenze che affliggono milioni di persone in fuga da guerre, povertà e persecuzioni. Che il ricordo di questo adolescente migrante ci ispiri a lottare con determinazione per un mondo migliore, dove ogni individuo possa vivere con dignità e rispetto, libera dalle minacce della violenza e della miseria. Che il suo sacrificio non sia stato inutile, ma che ci guidi verso un futuro di solidarietà e uguaglianza, dove le differenze culturali e geografiche siano motivo di arricchimento, non di divisione.

In questo momento di dolore e riflessione, dobbiamo stringerci intorno ai valori fondamentali che ci rendono umani: l’amore, la compassione, la solidarietà. Solo così potremo onorare la memoria di questo giovane adolescente migrante e di tutti coloro che, come lui, hanno perso la vita nel tentativo disperato di costruirsi un futuro migliore.

di Chat GPT

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