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Quella che si è da poco conclusa, è stata una delle stagioni più incerte e sorprendenti della storia recente della NBA. Come ci raccontava anche La Gazzetta dello Sport, alla vigilia del passato campionato, i favoriti per la vittoria finale erano sicuramente i Golden State Warriors che, reduci da due trionfi consecutivi, con Stephen Curry, Kevin Durant, Draymond Green, Klay Thompson e DeMarcus Cousins, formavano uno dei quintetti più dominanti nella storia del gioco. La bellezza dello sport, tuttavia, risiede proprio nel fatto che non sempre vincono i favoriti e quest’anno, alla fine, a trionfare per la prima volta nella loro storia sono stati i Toronto Raptors.

La favola Toronto

I Toronto Raptors sono una delle franchigie più “giovani” dell’intera Lega. Correva l’anno 1995 e David Stern, l’allora Commissioner della NBA, nel tentativo di globalizzare ancor di più il proprio prodotto, decise di allargare i confini della Lega sino al Canada. La scelta su quale città dovesse ospitare la nuova squadra ricadde quindi su Toronto ed il primo problema che i canadesi furono chiamati ad affrontare fu quello legato al nome.

Dato per scontato che il nome della franchigia dovesse contenere la parola “Toronto”, i dirigenti decisero di chiedere ai fan quale dovesse essere il “soprannome” che avrebbe accompagnato il nome della città. Il 1995 era anche l’anno in cui al cinema imperversava un film che sarebbe diventato un fenomeno di culto, Jurassic Park. Il popolo di Toronto, dopo settimane tribolate, decise così che la propria franchigia avrebbe dovuto identificarsi proprio in un dinosauro, e da qui il nome Raptors. A distanza di 24 anni da quel giorno storico, e dopo aver affrontato più bassi che alti, grazie all’arrivo in Ontario di Kawhi Leonard, i “dinosauri” si sono improvvisamente trovati a competere per la conquista del titolo.

E come nella migliore della favole, dopo aver concluso la Regular Season con il secondo miglior record di tutta la Lega, in finale i Raptors sono riusciti ad avere la meglio proprio dei Golden State Warriors, favoritissimi della vigilia e che secondo le scommesse basket di Betfair, nonostante l’addio di Kevin Durant, saranno i favoriti anche nella prossima stagione.

Il percorso dei Raptors

Per la prima volta nella storia NBA, una squadra canadese è riuscita ad aggiudicarsi il titolo della Lega di basket più famosa e competitiva al mondo. Ma come sono riusciti i Raptors a raggiungere un simile traguardo? Per coloro che non seguono assiduamente il basket NBA, appare doveroso rappresentare preliminarmente come siano almeno cinque anni che i Raptors chiudono la stagione regolare con uno dei migliori record dell’intera NBA. Il duo Lowry-DeRozan aveva spesso lasciato intendere di poter fare qualcosa di importante, salvo poi sciogliersi come neve al sole una volta giunti ai playoff. Nelle scorsa estate, per puntare al titolo, la dirigenza canadese si era quindi assunta un rischio enorme: mettere in piedi uno scambio con i San Antonio Spurs finalizzato a portare DeRozan in Texas e Kawhi Leonard in Canada.

L’azzardo risiedeva nel fatto che Leonard, sebbene fosse già generalmente riconosciuto come uno dei migliori giocatori al mondo, aveva trascorso ai box l’ultimo anno e mezzo a causa di un infortunio. Sin dalle prime giornate, tuttavia, Kawhi aveva dimostrato di essere tornato quello di un tempo, riuscendo a migliorare la propria condizione fisica di settimana in settimana e dopo aver chiuso la Regular Season con il secondo miglior record della NBA, nei playoff Leonard e compagni hanno ulteriormente innalzato il proprio livello di gioco, sino a giungere alla finale vinta contro i Golden State Warriors.

Nelle scorse settimane, tuttavia, Leonard ha deciso di concludere la propria avventura in Canada e di tornare a casa, a Los Angeles, dove tenterà l’assalto al titolo con la maglia dei Clippers. Ad ogni modo, siamo sicuri che i Raptors sapranno risorgere nuovamente dalle proprie ceneri e che cercheranno di bissare il prima possibile un’impresa che definire storica è dir poco.

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