legge sull'età

I sudcoreani diventeranno un anno più giovani: la nuova legge sull’età

Cristina Siciliano 13/12/2022
Updated 2022/12/13 at 10:42 AM
4 Minuti per la lettura

Dopo l’ennesimo tentativo, il Parlamento di Seul ha approvato la nuova legge sull’età. Entrerà in vigore a metà 2023, dopo la firma del presidente Yoon Suk-yeol. In questo modo, le persone in Corea saranno uno o addirittura due anni più giovani.

Niente di prodigioso e nessun strano gioco per ingannare il tempo, ma solamente una legge che, dal momento della sua applicazione, porterà indietro tutti quanti di anni. Lo stato, infatti, ha deciso che sui documenti delle persone verrà utilizzata la data internazionale e non più quella locale. In questo modo si otterrà un ringiovanimento di tutta la popolazione.

Corea e la nuova legge sull’età per il 2023

Finora, ai sudcoreani veniva attribuito un anno di età già al momento della nascita, e ogni primo gennaio veniva aggiunto un anno. Per esempio, un bambino nato il 31 dicembre compiva due anni subito dopo lo scattare della mezzanotte. Infatti, Psy, il cantante di Gangnam Style, nato il 31 dicembre 1977, in tutto il mondo ha 44 anni, ma secondo l’età coreana ne ha 46.

Invece, con questa nuova legge sarà obbligatorio utilizzare la data internazionale sui documenti di tutti i cittadini coreani. Così facendo si annullerà, sostanzialmente, il metodo di calcolo tradizionale. Ciò comporterà il ringiovanimento, per tutta la popolazione sudcoreana, di un anno o, in alcuni casi speciali, di ben due.

Il metodo tradizionale

Attualmente, in Corea il conteggio dell’età è piuttosto complesso, e gli stessi coreani devono pensarci due volte, quando viene loro chiesto quanti anni abbiano. Le origini di questo metodo di calcolo non sono del tutto chiare: ci sono teorie secondo cui l’anno attribuito alla nascita tenga conto del tempo trascorso nell’utero, e i nove mesi sarebbero «arrotondati» a 12. Altre teorie lo collegano a un antico sistema numerico asiatico che non aveva il concetto dello zero.

Sono tre le differenti età per ogni persona: “l’età coreana”, “l’età del calendario” e, appunto, “l’età internazionale”. Tale suddivisione ha sempre creato grande confusione e il provvedimento, adottato da Seul, servirà a standardizzare il calcolo dell’età, unificando il sistema a gran parte del resto del mondo. L’età calendario viene utilizzata in determinate situazioni, come nel caso dell’età per bere alcolici, fumare e per il servizio militare.

Con la nuova legge si punta quindi ad unificare il tutto con un solo calcolo, quello internazionale appunto, standardizzando l’uso a tutte le aree giudiziarie e amministrative. Secondo il ministero degli Affari legislativi sudcoreano le nuove leggi risolveranno questa confusione. Confidano in questa decisione gran parte delle persone sudcoreane che sono state anche intervistate per un sondaggio ministeriale realizzato lo scorso settembre. In questo sondaggio circa l’81,6 per cento degli intervistati dichiarò di essere favorevole ad abbandonare i sistemi tradizionali.

Quanti anni hai? Non c’è domanda più ostica in Corea del Sud. Ora, almeno sulla carta, si cercherà di fare chiarezza.

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