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I sogni son desideri: Napoli stellare asfalta il Liverpool al Maradona

Pasquale Di Sauro 08/09/2022
Updated 2022/09/08 at 12:09 PM
7 Minuti per la lettura

Avete presente quel film che si conosce a memoria ma che ogni tanto si decide di rispolverare e di rivedere da capo? Ecco, gli azzurri che battono il Liverpool al Maradona è qualcosa di già visto ma che non ci si stanca mai di godere ancora. Troppo bello per essere vero, come un sogno, e invece è proprio realtà. Un Napoli stellare asfalta i vicecampioni d’Europa in una serata magica festeggiata da tutta la città.

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“Here we go again” avranno pensato gli inglesi. Di nuovo gli azzurri, di nuovo l’urlo “The Champions” dei 50.000 prima di cominciare la partita. 7 settembre, l’arbitro fischia, calcio di inizio e succede ciò che succede nei film, o nei sogni, ovvero ciò che non ti aspetti: palo di Osimhen dopo quaranta secondi; rigore trasformato da Zielinski dopo quattro minuti; un quarto d’ora di gioco e altro rigore guadagnato e sbagliato da Victor; un pallone salvato sulla linea da van Dijk su tiro a botta sicura di Kvara; il raddoppio alla mezz’ora firmato Anguissa; il 3 a 0 di Simeone appena entrato in campo.

Tutto questo accade in soli 45 minuti. In estasi il pubblico del Maradona che – insieme a Dries Ciro Mertens arrivato in città per assistere al match – quasi incredulo si chiede cosa stia succedendo davanti ai loro occhi. Succede che, al di là dei demeriti degli avversari, Luciano Spalletti l’ha preparata proprio bene la gara contro il suo amico Klopp. Pressing alto, uscite dal basso e palla lunga sopra la difesa per sfruttare la velocità degli attaccanti. Questa l’idea per mettere in crisi i Reds, messa in pratica poi egregiamente dai vari Anguissa, Zielinski, Lobotka, Kvara, Osimhen (che esce per infortunio) e company.

È una prova di maturità, di qualità e di personalità. Perché il calcio è così, giocatori che arrivano alla prima presenza nella massima competizione per club mettono sotto chi lo scorso anno è arrivato a giocarsi la finale e che nel girone eliminatorio – con il Milan – aveva vinto tutte e sei le partite.

Lacrime di gioia

Nel calcio succede anche che “il troppo bello per essere vero” diventa vero: «Ho fatto il tatuaggio a 14 anni: papà non voleva. Ero ossessionato dal volerci arrivare e quando l’ho fatto mi sono detto che il mio sogno sarebbe stato fare un goal in Champions League e dargli un bacio». Così Giovanni Simeone nel 2018. Il figlio del Cholo – che ha giocato con Diego Armando Maradona -, entra in campo, tocca il primo pallone dopo tre minuti, lo appoggia in rete, avvera il sogno, bacio al logo della Champions sul braccio e lacrime, tante lacrime di gioia tra gli applausi dei tifosi che esultano per un gol di un altro argentino arrivato all’ombra del Vesuvio.

No way man! 

Della partita c’è ancora qualcosa da dire. Manca il secondo tempo, mancano due gol, quello di Zielinski e l’unico degli ospiti realizzato da Luìs Diaz.

Nella ripresa tutti si aspettano un Liverpool all’attacco per rimediare alla figuraccia dei primi 45’ ma gli azzurri spengono subito la scintilla: Ancora Anguissa in profondità, Simeone scatta in posizione regolare, premia l’inserimento di Zielinski che prima colpisce Alisson, poi al secondo tentativo lo supera con uno scavino grazioso, doppietta per il polacco che tanto piace a Klopp come dichiarato in conferenza stampa pre partita.

È vero, gli inglesi dovevano fare i conti con delle assenze pesanti ma calciatori del calibro di Firmino, Robertson, van Dijk, Alexander-Arnold, non hanno inciso in nessuna maniera sul match. Quest’ultimo – tra i migliori terzini al mondo – viene superato con facilità da un enorme Kvara. Sulla stessa fascia invece a parti invertite un ottimo Olivera, schierato al posto di Mario Rui, tiene a bada Momo Salah, (12 milioni netti all’anno) non uno qualunque insomma. A salvarsi è Luìs Diaz, autore del 4 a 1 arrivato all’ora di gioco dopo un controllo errato di Di Lorenzo su un passaggio non facile di Kim. Il colombiano è l’unico dei Reds a creare qualche grattacapo a Meret, altro giocatore copertina perché si fa trovare sempre pronto, dimostrando che a quei livelli può starci, e che forse il mancato arrivo di Navas, non è poi così una tragedia.

“Una serata che ricorderò per sempre” 

Il Napoli è l’unica squadra italiana a vincere nel primo turno di Champions League. Nel girone A è a 3 punti insieme all’Ajax che ha battuto i Rangers Glasgow per 4-0.

La prossima sfida europea sarà proprio in trasferta contro gli scozzesi ma prima c’è lo Spezia al Maradona e, come dice un “navigato” Spalletti in un’intervista a Prime Video nel post gara: «Non abbiamo dato nessuna lezione di calcio a nessuno, domani mattina c’è da allenarsi bene perché Napoli vuole prestazioni di questo tipo e sabato non si deve sbagliare». Al risveglio dopo una notte si sogni, capita spesso di non ricordarli, la serata di ieri resterà invece memorabile. “Una serata che ricorderò per sempre” twitta Aurelio De Laurentiis al termine della gara. Napoli balla e fa ballare il Liverpool per tutta la notte, ora però è già mattina, lavoro e testa al campionato.

Le pagelle 

Meret: 7

Di Lorenzo 6.5

Rrahmani: 7

Kim: 6.5

Olivera: 7 (Mario Rui 6.5)

Lobotka: 7.5

Anguissa: 8.5

Zielinski: 8.5 (Elmas 6.5)

Politano: 7 (Lozano 6.5)

Osimhen: 7 (Simeone 7.5)

Kvaratskhelia: 8 (Zerbin 6.5)

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