I semi di Chia: un efficace rimedio contro la psoriasi

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La psoriasi è una malattia infiammatoria della pelle, cronica e non contagiosa, che ha conseguenze importanti sulla percezione dell’immagine corporea, sulle relazioni sociali e sulla qualità di vita del soggetto che ne è affetto.

 

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Prof. Gian Carlo Tenore

In Italia colpisce circa due milioni di persone (il 3.1% degli abitanti), senza differenze tra maschi e femmine. La malattia può insorgere a qualsiasi età, ma solitamente compare per la prima volta tra i 20 e i 30 anni, mentre è rara nei bambini.
Generalmente, la psoriasi si presenta sotto forma di chiazze e placche rosse, ricoperte da squame biancastre, localizzate soprattutto sulle ginocchia, nella regione sacrale, sui gomiti, sulle mani, sui piedi e sul cuoio capelluto. Alla comparsa della psoriasi concorre una predisposizione genetica e l’influenza di svariati fattori ambientali.
I trattamenti tipici sono essenzialmente costituiti da: applicazioni locali di steroidi e derivati della vitamina D; trattamenti con luce ultravioletta (UVA o UVB); somministrazione sistemica di farmaci tradizionali e i più recenti anticorpi monoclonali. Oltre alle terapie tradizionali, sono stati individuati molti rimedi naturali contenenti principi attivi che agiscono direttamente sul disturbo, mirando a promuovere attività antinfiammatorie e riepitelizzanti.

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Tra i composti naturali più attivi in questo senso, gli acidi grassi omega-3 sembrerebbero in grado di contrastare i processi infiammatori alla base di tale malattia, attraverso la formazione di molecole endogene dette “resolvine”, così definite perché in grado di porre fine allo stesso processo infiammatorio.

Negli ultimi anni, i semi di chia (Salvia hispanica) stanno riscuotendo un grande successo nel mondo occidentale presso i consumatori di semi oleaginosi. Originari del Sud America, i semi di chia presentano proprietà benefiche da attribuire in buona parte al loro elevato apporto di acidi grassi omega-3 e al loro potenziale antinfiammatorio. Purtroppo, l’unica criticità deriverebbe dalle loro piccole dimensioni e, quindi, dalla loro scarsa facilità di masticazione. Insomma, tali semi verrebbero inghiottiti quasi esclusivamente interi, impedendo ai loro preziosi nutrienti di essere liberati a livello intestinale e, quindi, di essere assorbiti nel circolo sanguigno.

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Pertanto, un’idonea soluzione sembrerebbe essere quella di macinarli prima di essere inghiottiti, a patto però, che vengano consumati immediatamente, a causa dell’elevato grado di ossidazione all’aria degli stessi acidi grassi omega-3.

I laboratori NutraPharmaLabs del Dipartimento di Farmacia, Università Federico II di Napoli, hanno recentemente condotto uno studio clinico, che ha coinvolto 60 soggetti caratterizzati da placche di psoriasi variamente diffuse sulla superficie del corpo.
Tali soggetti sono stati suddivisi in due gruppi: un gruppo A, che ha consumato 5 grammi/al giorno di semi di chia interi, per 30 giorni; un gruppo B, che ha consumato 5 grammi/al giorno di semi di chia macinati, per 30 giorni.

I risultati ottenuti hanno dimostrato che i semi di chia macinati sono in grado di far diminuire l’estensione delle placche psoriatiche fino al 50%, in modo superiore rispetto a chi aveva consumato i semi di chia interi. Ancora una volta, la Nutraceutica si offre come strumento alla scoperta di prodotti naturali, al servizio di chi ricerca rimedi alternativi o a supporto della classica terapia farmacologica.

 

di Gian Carlo Tenore

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°198
OTTOBRE 2019

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