Nadia Basso è un artista napoletana ed insegnante d’arte. Classe 68’, diplomata all’Istituto D’arte di Napoli Palizzi, ha esposto in molte mostre collettive e personali in Italia e all’Estero. Le sue opere spaziano tra disegni e dipinti, tra cui anche ritratti. Le sue opere si concentrano spesso sul Vesuvio, rappresentato in modo insolito. Ha partecipato a prestigiose estemporanee e rassegne artistiche annuali, tra cui il “Concorso di Pittura al Borgo Sant’Eligio” oppure “L’Arte in Vetrina”, le sue opere sono presenti nel famoso “Salotto Culturale di Ilva Primavera”.

Ciao Nadia parlaci un po’ di te.
«Sono stata Maestra d’Arte e Immagine per diversi anni in varie scuole della mia città. Ho sempre insegnato ai miei alunni a non vergognarsi dei loro lavori, degli errori e di esprimersi con libertà ed impegno. Non bisogna arrendersi, se c’è passione c’è coraggio. Parlando della mia pittura, sono tante le soddisfazioni. In occasione del Maggio dei Monumenti, ho esposto il ritratto di Giambattista Vico, a 350 dalla sua nascita, presso Palazzo Venezia a Napoli. Nel 2017, ho esposto una Personale dedicata al Principe Antonio De Curtis. La Mostra si è svolta presso il Real Orto Botanico di Napoli, in occasione di “Planta” per 3 anni consecutivi. Dal mese di aprile e tuttora ho una Personale su Totò, Liliana e la loro tragica storia d’amore dove propongo alcuni ritratti della coppia».

 

 

Com’è nata la tua passione per la pittura?
«Inizio semplicemente disegnando, sono autodidatta. Dopo il diploma mi sono avvicinata alla pittura. Ho iniziato subito a partecipare a varie Mostre collettive, poi la casualità mi ha favorito, facendomi trovare sul tavolino di un bar la brochure di una Galleria che esponeva i famosi “Falsi d’Autore”. Decisi di cimentarmi in quell’avventura. Da allora ho iniziato la collaborazione con varie, la voce si sparse ed ebbi delle commissioni anche da privati. Per me è stata una ‘palestra’ che ha aumentato la mia sicurezza nella tecnica».

Cosa rappresenta per te il ritratto?
«Il Ritratto è una mia preferenza in pittura e nel disegno. Ogni persona che incontro è un potenziale modello per me. Si tratta di ispirazione, di empatia, che si crea, talvolta irrefrenabile. Preferisco scegliere i soggetti piuttosto che lavorare su commissione, anche se poi, anche in quel caso, riesco ad “entrare” nel volto, rappresentandolo con somiglianza, cogliendone particolari che mi colpiscono».

C’è qualche tematica che ti sta a cuore che non hai ancora affrontato per i tuoi progetti futuri?
«Nel mio percorso artistico non ho mai programmato nulla. Tutto si è realizzato prima che io stessa lo pensassi. In certi momenti non sentivo di esprimere nulla ed ho chiuso pennelli e colori in uno stanzino, ma il giorno dopo mi arrivava un’occasione imperdibile. Ho capito che l’arte non ti abbandona. Ti conduce dove neanche immagini ed io ho conosciuto tante belle persone attraverso le mie esperienze d’arte. Parlando di tematiche, sono tante le possibilità, ma penso che non cercherò un’ispirazione, arriverà da sé».

di Maria Grazia Scrima

Tratto da Informare n° 185 Settembre 2018