I “Passaggi Interrotti” di Salzano, un successo di creatività visionaria all’epoca del Covid

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Grande riscontro di pubblico a Palazzo Venezia di Napoli per la personale di Lucio Salzano intitolata “Passaggi interrotti”.

Arte, teatro e vita si fondono in un immaginario variegato di suggestioni visive dove tipiche del poliedrico Regista, attore ed artista, definito dalla stampa come «uno dei più originali e coraggiosi dei nostri tempi» trova la sua dimensione.

Durante la tre giorni di vernissage (15/19 ottobre scorsi) al folto pubblico accorso, e ben gestito dalla struttura in rispetto alle norme sanitarie vigenti, sono state proposti i lavori, come la storica performance Poetic Juke Box ideata e diretta con Antonella Monetti e le musiche originali composte ed eseguite da Antonio Onorato, in una versione ART in cui sono state video-proiettate le opere dell’artista in esposizione.

«Sono immagini pure, mentali queste di Salzano – scrive Antonio Grieco – pensiero visivo che nel recupero di una dimensione percettiva del gesto pittorico, oltre al Surrealismo, richiama alla mente l’Impressionismo».

La raccolta di lavori, realizzati dal 2015 ad oggi, con pastelli a olio e tecnica mista su cartone e masonite è così spiegata dallo stesso autore «Paesaggi interrotti è quando l’orizzonte si allontana dalla propria esperienza e la libertà delle persone non è più piena, un black out che tutti noi abbiamo recentemente vissuto e io in qualche modo ho inconsciamente trasposto nelle mie opere oniriche».

Salzano opera nel campo della regia e dell’ideazione teatrale sin dagli anni ’80. La Sua nota distintiva è proprio quella capacità d’adoperare i linguaggi della creatività come sostanza liquida capace di mescolarsi e fondersi insieme senza soluzione di continuità. Negli ultimi anni si esprime anche attraverso la pittura, realizzando numerose mostre personali. Importanti da citare quelle alla Modart Gallery di Napoli; Segni nella Certosa (settembre 2018), Museo nazionale di San Martino Napoli; Energy of city (maggio 2019) in una doppia esposizione al Caffè Letterario Intra Moenia di Napoli e da Spaccanapoli, noto ristorante di Roma. È stato invitato a partecipare quest’anno all’VIII edizione di Iside International Prize di Benevento.

La sua poliedricità , unita alla sua vena visionaria sono da sempre il suo marchio di fabbrica “Ho sempre considerato l’arte come un linguaggio che conosce steccati e che al contrario si nutra della contaminazione tra i diversi tipi di linguaggio e nei miei spettacoli teatrali ho sempre utilizzato immagine, musica, parola e movimento come elementi che nell’insieme costruiscono un unico blocco artistico”

La tecnica del cosiddetto “pastello a olio” potrebbe sembrare demodè ai più ma l’artista spiega così il perché l’abbia prescelta: “Il mio obiettivo era Recuperare l’antico per vivere l’oggi. L’uso di materiali  semplici anche e la scelta di supporti “poveri” tipo carta, cartone, masonite mi permette di realizzare questo concetto”

Arte e teatro in in perfetto equilibrio. E’ questo, da sempre, l’obiettivo di Salzano.  “E’ così -conclude l’artista- fondamentale è per me il gioco tra questi due fattori e la presenza di elementi artistici importanti con me è segno di questo. Basti pensare al sodalizio con  Antonio Onorato che mi ha accompagnato con la musica della sua breath guitar. A lui sono legato da anni, oltre che da diverse collaborazioni anche da una sincera amicizia.”

di Nando Misuraca

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