omofobia

“I nostri corpi, le nostre vite, i nostri diritti”: oggi è la giornata internazionale contro l’omofobia

Giovanni Cosenza 17/05/2022
Updated 2022/05/17 at 11:14 AM
6 Minuti per la lettura

Istituita il 17 maggio 2004, oggi si celebra la 18° Giornata Internazionale contro l’omofobia, la bifobia, la transfobia

Oggi si celebra la Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia. La giornata fu istituita il 17 maggio 2004, 14 anni dopo la decisione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità di rimuovere l’omosessualità dall’elenco delle malattie psichiche. Fino ad allora la quinta edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali definiva l’omosessualità “una condizione psicopatologica” inserita tra i Disturbi sociopatici di Personalità. Le ricerche statunitensi realizzate tra il 1940 e il 1970 hanno contribuito a questo traguardo spingendo l’OMS a definire l’omosessualità “una variante naturale del comportamento umano“.

Questa definizione è il primo importante passo nel percorso di valorizzazione di tutte le differenze per raggiungere il traguardo della non discriminazione. Nel 2007, a causa di alcune dichiarazioni di vertici polacchi contro la comunità LGBT, l’Unione Europea ha istituito ufficialmente la giornata su tutto il suo territorio. «Il Parlamento europeo […] ribadisce il suo invito a tutti gli Stati membri a proporre leggi che superino le discriminazioni subite da coppie dello stesso sesso e chiede alla Commissione di presentare proposte per garantire che il principio del riconoscimento reciproco sia applicato anche in questo settore al fine di garantire la libertà di circolazione per tutte le persone nell’Unione europea senza discriminazioni; […] condanna i commenti discriminatori formulati da dirigenti politici e religiosi nei confronti degli omosessuali, in quanto alimentano l’odio e la violenza, anche se ritirati in un secondo tempo, e chiede alle gerarchie delle rispettive organizzazioni di condannarli».

I casi di omofobia in Italia nel 2021

Le vittime di omofobia in Italia nel 2021 sono state 191. Di queste 53 di aggressioni singole, 49 di aggressione plurime, 2 di omicidio, 5 di suicidio indotto di cui 2 salvate in extremis, 82 di atti diversi. Nonostante sei mesi di restrizioni causa covid, la diminuzione delle vittime rispetto al 2019 è stata solo del 20%. Gli atti fisicamente violenti sono aumentati, segnando un’inversione di tendenza rispetto ai cinque anni precedenti, che ha fatto tornare i fatti fisicamente aggressivi in maggioranza, cosa che non capitava dal 2017. Più di metà degli aggressori avevano meno di vent’anni. L’età media delle vittime arrivava a 23. Forti picchi si sono rilevati a giugno (34 vittime) e ottobre (30 vittime): i mesi in cui è stato in discussione il ddl Zan, poi affossato. La Campania, al terzo posto su scala nazionale dopo Lazio e Lombardia, ha fatto registrare nel 2021 ben 158 casi di aggressione omofobica.

L’Arcigay di Napoli organizza un evento al Policlinico Federico II

“I generi e le sessualità: conformismi, depatologizzazione e microaggressioni” è il titolo dell’evento che si terrà martedì 17 maggio, a partire dalle ore 10:00, nell’Aula Magna “Gaetano Salvatore” della Federico II, in occasione della Giornata Internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia. Attraverso una serie di interventi a cura di numerosi esperti, l’evento ha l’obiettivo di garantire una corretta informazione per promuovere la tutela e il riconoscimento dei diritti di tutti i cittadini e favorire una maggiore consapevolezza ed impegno da parte della società civile rispetto ai temi dell’inclusione. Non può esserci benessere e progresso in una società in cui l’individuo non si senta al sicuro nell’esprimere liberamente una parte di sé.

La circolare del MIUR e le polemiche

Il Ministero dell’Istruzione, il 5 maggio, ha emanato una nota indirizzata a tutte le scuole di ogni ordine e grado per invitare i docenti «a creare occasioni di approfondimento con i propri studenti sui temi legati alle discriminazioni, al rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, nell’ambito dei principi nazionali e internazionali sopra citati». Un’iniziativa lodevole e coraggiosa in Italia se non fosse che Fratelli d’Italia, il partito guidato da Giorgia Meloni, ha invitato il ministro Patrizio Bianchi a ritirare la circolare annunciando una interrogazione parlamentare e, con il sottosegretario all’Istruzione della Lega Rossano Sasso, ha accusato la maggioranza Pd e M5S di voler far rientrare “dalla finestra” il ddl Zan bocciato in Parlamento nel 2021 «spalancando di fatto le porte delle scuole all’ideologia gender».

La reazione dei tradizionalisti cattolici

Non si è fatta attendere la reazione stizzita del sito cattolico ultraconservatore La Nuova Bussola Quotidiana, che non ha esitato a definire l’iniziativa del dicastero per l’istruzione una «vergogna politica». E, continua, «questo avviene a danno di giovanissimi e bambini innocenti, che per forza di cose sono ancora privi, perlopiù, degli strumenti per difendersi dalle ideologie malsane che gli vengono propinate al posto della normale istruzione. I genitori sono chiamati a preservare i propri figli, vigilare e denunciare. Ma i politici fino a quando faranno durare questa vergogna?».

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